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Votazione popolare · 14.06.2026Oggetto federale

Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»

Votazioni2026
45.2% SìNo 54.8%
Votazioni
Respinto
Sì
45.2% 1'492'857
No
54.8% 1'809'246
Maggioranza dei cantoni
10 / 23
Partecipazione
60.6%

Risultato ponderato per schede su 2117 comuni

Contesto

Alla fine del 2025 la Svizzera contava circa 9,1 milioni di abitanti. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone nel 2002 la popolazione è aumentata di circa 1,7 milioni di persone. L’aumento è dovuto soprattutto all’immigrazione. Il numero di immigrati dipende principalmente dal mercato del lavoro. In tempi di prosperità economica, le imprese non trovano sufficiente personale in Svizzera. Le imprese, ma anche strutture pubbliche come ospedali e case di cura, si rivolgono spesso all’area dell’Unione europea per reperire la manodopera specializzata mancante.

L’iniziativa

L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» chiede di limitare la popolazione residente permanente nel nostro Paese, stabilendo che non possa superare i dieci milioni di abitanti prima del 2050. Se la popolazione residente permanente superasse i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero adottare provvedimenti, in particolare nel settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare. Il Consiglio federale dovrebbe inoltre invocare le clausole d’eccezione o di salvaguardia previste dagli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica oppure negoziarne di nuove. Se venisse superato il limite di dieci milioni di persone, la Svizzera dovrebbe denunciare questi accordi e, dopo due anni, anche l’Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l’Unione europea. In tal caso cesserebbero di applicarsi pure gli altri Accordi bilaterali I. Anche la partecipazione della Svizzera agli Accordi dell’Unione europea di Schengen e Dublino verrebbe messa in discussione e con essa la stretta cooperazione nei settori della sicurezza e dell’asilo.

Domanda sulla scheda

Volete accettare l’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»?

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale

Risultato per comune

quota di sì per comune
NoSìNessun risultato
#ComuneQuota di sìCantone
1Unteriberg90.5%SZ
2Alpthal88.3%SZ
3Spiringen86.4%UR
4Unterschächen86.3%UR
5Vorderthal85.9%SZ
6Ederswiler85.7%JU
7Horrenbach-Buchen85.6%BE
8Reisiswil85.6%BE
9Muotathal85.4%SZ
10Schangnau85.2%BE

Risultato per distretto

quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutri
NoSìNessun risultato

Risultato per distretto

Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no

Come hanno votato i cantoni

quota di sì per comune

Questo oggetto richiedeva la maggioranza del popolo E quella dei cantoni. Sei cantoni contano per mezzo voto (art. 142 Cost.).

10 su 23 cantoni — Respinto
NoSìNessun risultato
#CantoneQuota di sìPartecipazioneComuni
1Appenzello Interno65.9%67.3%5
2Svitto63.2%69.7%30
3Uri59.9%63.9%19
4Glarona58.6%58.5%3
5Obvaldo58.5%67.9%7
6Nidvaldo58.1%66.9%11
7Turgovia55.3%63.3%80
8San Gallo53.8%62.1%75
9Appenzello Esterno53.2%64.9%20
10Argovia51.0%61.8%196
11Soletta50.7%60.5%104
12Ticino50.7%53.0%100
13Sciaffusa49.2%76.5%26
14Lucerna49.0%67.1%79
15Grigioni48.5%61.5%100
16Zugo47.6%68.6%11
17Vallese47.2%60.8%122
18Friburgo45.1%59.0%119
19Berna44.6%59.8%329
20Basilea Campagna44.1%61.1%86
21Giura40.1%52.5%51
22Zurigo40.0%63.8%160
23Vaud35.5%58.9%300
24Ginevra34.6%59.7%45
25Neuchâtel32.7%52.5%24
26Basilea Città26.5%66.9%3

Posizioni

Raccomandazioni secondo le spiegazioni

Raccomandazione del comitato d’iniziativa

RaccomandazioneSì

Per il comitato d’iniziativa l’immigrazione attuale è massiccia. Le conseguenze sono penuria di alloggi, aumenti delle pigioni, cementificazione del paesaggio, ingorghi e treni sovraffollati, aumento della criminalità, un settore sanitario in difficoltà e la diminuzione della qualità dell’istruzione. L’iniziativa limiterebbe l’immigrazione a un livello ragionevole.

iniziativasostenibilita.ch

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento

RaccomandazioneNo

Per il Consiglio federale e il Parlamento l’iniziativa crea insicurezza e mette in pericolo la stabilità della Svizzera. È dannosa per l’economia, minaccia il benessere e la sicurezza interna e causa notevoli costi alla Confederazione e ai Cantoni. Inoltre, mette in discussione la via bilaterale con l’Unione europea come pure la tradizione umanitaria del nostro Paese.

admin.ch/iniziativa-sostenibilita

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Voto in Parlamento

SìNoAstensioni
Consiglio nazionale671236
Consiglio degli Stati9305

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.

Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.

Contesto Evoluzione demografica

Alla fine del 2025 vivevano in Svizzera a titolo permanente poco più di 9,1 milioni di persone. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone nel 2002 la popolazione è cresciuta di circa 1,7 milioni di abitanti. L’80 per cento di questo aumento è dovuto all’immigrazione, in particolare a quella proveniente dagli Stati dell’UE/AELS [1]. L’immigrazione apporta benefici all’economia, alla società e alle opere sociali. Una rapida crescita demografica comporta però anche nuove sfide.

Economia e società

Il numero di persone che immigrano nel nostro Paese dipende soprattutto dal mercato del lavoro. In tempi di prosperità economica le imprese non trovano abbastanza forza lavoro in Svizzera e assumono anche personale proveniente dall’estero. Grazie alla libera circolazione delle persone le imprese del settore privato, ma anche quelle del settore pubblico come ospedali e case di cura, possono assumere in modo semplice e rapido manodopera straniera proveniente dall’area UE/AELS. Questa possibilità ha anche ripercussioni economiche significative. Infatti dal 2002 la prestazione economica della Svizzera è aumentata del 24 per cento per abitante. A questo risultato ha contribuito anche la libera circolazione delle persone [2].

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Assicurazioni sociali

I lavoratori provenienti dall’estero forniscono un apporto al finanziamento delle assicurazioni sociali che è complessivamente più elevato rispetto alle prestazioni di cui beneficiano. Sebbene nel settore dell’assicurazione per la disoccupazione riscuotano prestazioni superiori ai contributi da loro versati, per quanto concerne l’AVS, l’AI e l’indennità di perdita di guadagno i loro contributi superano invece di gran lunga le prestazioni ottenute [3].

Necessità di manodopera straniera

Anche in futuro le imprese svizzere e le strutture pubbliche come ospedali e case di cura dipenderanno dalla manodopera straniera per poter occupare i posti vacanti. Già oggi il numero di persone che va in pensione è superiore a quello delle nuove leve [4]. Vi si aggiunge il fatto che il numero di persone anziane aumenta e con esso il fabbisogno di cure [5].

Le sfide legate alla crescita della popolazione

La crescita della popolazione fa aumentare la richiesta di alloggi. Per contrastare questa pressione il Consiglio federale promuove la costruzione di abitazioni a prezzi accessibili. Fa inoltre fronte alle sfide negli ambiti della pianificazione del territorio, dei trasporti, dell’energia o dell’ambiente con numerose misure, ad esempio potenziando la rete stradale e ferroviaria o rafforzando la protezione dell’ambiente.

Le richieste dell’iniziativa fino al 2050 al massimo dieci milioni di abitanti

L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» chiede di limitare la popolazione residente permanente in Svizzera in modo che non superi i dieci milioni di abitanti prima del 2050. I promotori dell’iniziativa vogliono limitare l’immigrazione per proteggere l’ambiente e per conservare in modo duraturo le basi naturali della vita, ma anche per preservare l’efficienza delle infrastrutture, dell’assistenza sanitaria e delle assicurazioni sociali. In caso di accettazione dell’iniziativa, la Confederazione e i Cantoni saranno tenuti ad adottare misure, in particolare qualora determinati valori limite fossero superati.

Misure a partire da 9,5 milioni di persone

Se prima del 2050 la popolazione residente permanente in Svizzera superasse i 9,5 milioni di abitanti, l’iniziativa prevede che:

– il Consiglio federale e il Parlamento debbano intervenire in particolare nel settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare. L’iniziativa non precisa quali altri provvedimenti adottare;

– le persone ammesse provvisoriamente non possano più ottenere un permesso di dimora o di domicilio né altri diritti di permanenza e siano inoltre escluse dalla possibilità di acquisire la cittadinanza svizzera;

– il Consiglio federale debba invocare le clausole d’eccezione o di salvaguardia previste dagli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica o negoziare nuove clausole di questo genere, oppure rinegoziare gli accordi in questione. Tra questi potrebbero esserci per esempio l’Accordo con l’Unione europea sulla libera circolazione delle persone, la Convenzione europea sui diritti dell’uomo, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati o la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo. Secondo le proiezioni della Confederazione, il limite di 9,5 milioni sarà superato probabilmente nel 2031 [6].

Misure a partire da dieci milioni di persone

Se la popolazione residente permanente superasse i dieci milioni di abitanti, l’iniziativa prevede che:

– il Consiglio federale e il Parlamento debbano adottare tutti i provvedimenti a loro disposizione affinché il numero di abitanti torni a essere inferiore ai dieci milioni;

– gli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica siano denunciati il prima possibile.

A partire dal 2050 il Consiglio federale può adeguare il limite di dieci milioni nella misura dell’incremento della popolazione dovuto a un’eventuale eccedenza delle nascite.

Denuncia della libera circolazione delle persone

Se due anni dopo il primo superamento della soglia dei dieci milioni di abitanti, la popolazione residente permanente dovesse continuare ad attestarsi sopra questo limite, l’Accordo con l’Unione europea sulla libera circolazione delle persone dovrà essere denunciato. La Svizzera potrebbe rinunciare alla denuncia se entro questo stesso termine sarà possibile negoziare o invocare clausole d’eccezione o di salvaguardia che permettano di assicurare il rispetto del limite dei dieci milioni.

Conseguenze dell’iniziativa Limitazioni del mercato del lavoro

Se la Svizzera limitasse il numero di abitanti a dieci milioni, sarebbe difficile per le imprese del settore privato e di quello pubblico continuare ad assumere la manodopera necessaria. All’economia svizzera e alle strutture pubbliche come ospedali e case di cura verrebbe a mancare personale. La denuncia dell’Accordo sulla libera circolazione renderebbe più difficile l’assunzione di personale proveniente dall’area dell’UE/AELS. Anche per i cittadini svizzeri sarebbe più difficile lavorare in tali Paesi.

Fine degli Accordi bilaterali

L’Accordo sulla libera circolazione è connesso con gli altri Accordi bilaterali I: in caso di denuncia del primo, anche questi ultimi decadrebbero automaticamente. Questi Accordi concernono la riduzione di ostacoli tecnici al commercio, il trasporto terrestre e aereo, l’agricoltura e gli appalti pubblici. Per le imprese, ma anche per i contadini, il commercio con l’Unione europea diventerebbe più costoso e complicato. Studi dimostrano che la fine degli Accordi bilaterali I causerebbe all’economia svizzera perdite di ricavi dell’ordine di miliardi di franchi e la popolazione avrebbe meno denaro a disposizione [7].

Fine degli Accordi di Schengen/Dublino

La denuncia della libera circolazione delle persone metterebbe in discussione anche la partecipazione della Svizzera agli Accordi di Schengen e di Dublino sotto l’egida dell’Unione europea. La loro fine avrebbe gravi ripercussioni per il settore dell’asilo e per la sicurezza interna della Svizzera:

– diversamente da oggi, la Svizzera dovrebbe svolgere procedure di asilo anche per i richiedenti che hanno già chiesto asilo nell’Unione europea e non potrebbe più trasferire queste persone in altri Stati europei. I richiedenti l’asilo la cui domanda sia stata respinta da uno Stato dell’Unione europea potrebbero inoltre presentare una nuova domanda in Svizzera. Per tale motivo probabilmente il numero di procedure di asilo nel nostro Paese aumenterebbe;

– le autorità svizzere di polizia e di protezione dei confini non avrebbero più accesso alle banche dati europee in materia di sicurezza e di ricerca di persone, che sono oggi strumenti fondamentali per la sicurezza interna del Paese.

Nel settore dell’asilo e in quello della sicurezza interna come pure della protezione dei confini si dovrebbero prevedere maggiori risorse e spese supplementari dell’ordine di varie centinaia di milioni di franchi all’anno [8].

Indebolimento dei diritti dell’uomo

Se dovesse rinegoziare o denunciare accordi concernenti la protezione dei diritti dell’uomo, la Svizzera rischierebbe di compromettere la propria tradizione umanitaria e di ritrovarsi isolata sul piano internazionale con potenziali conseguenze negative per la reputazione internazionale e la credibilità del nostro Paese.

[1] Statistica sull’immigrazione, Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ( sem.admin.ch > Pubblicazioni & servizi > Fatti e cifre > Statistica degli stranieri > Statistica sull’immigrazione)

[2] Crescita del prodotto interno lordo per abitante 2002–2024 (a parità di potere d’acquisto); «Prodotto interno lordo per abitante», Ufficio federale di statistica (UST) ( bfs.admin.ch > Statistiche > Economia nazionale > Conti nazionali > Prodotto interno lordo > Informazioni supplementari > Tabelle); 21° Rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE 2025 ( seco.admin.ch/rapportiosservatorio)

[3] 21° Rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE 2025 ( seco.admin.ch/rapportiosservatorio)

[4] 19° Rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE 2023 ( seco.admin.ch/rapportiosservatorio)

[5] «Bedarf an Alters- und Langzeitpflege in der Schweiz», Rapporto Obsan 09/2025, Osservatorio svizzero della salute (Obsan) (disponibile soltanto in tedesco) ( obsan.admin.ch > Publikationen)

[6] L’Ufficio federale di statistica elabora diversi scenari sull’evoluzione demografica in Svizzera. Lo scenario di riferimento si basa sull’evoluzione degli anni precedenti e secondo questo scenario il limite di 9,5 milioni sarà superato probabilmente nel 2031; lo scenario «alto» è una combinazione di più ipotesi che prevede un aumento marcato della popolazione, quello «basso» invece è una combinazione di più ipotesi che prevede un aumento ridotto. «Szenarien zur Bevölkerungsentwicklung der Schweiz» (disponibile in tedesco e francese), Ufficio federale di statistica (UST), aprile 2025 ( bfs.admin.ch > Statistiche > Popolazione > Evoluzione futura > Scenari per la Svizzera)

[7] Rapporto «Volkswirtschaftliche Auswirkungen eines Wegfalls der Bilateralen I» (disponibile soltanto in tedesco), Aggiornamento dello studio Ecoplan del 2015 su mandato della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), gennaio 2025, e rapporto «Die mittel- und langfristigen Auswirkungen eines Wegfalls der Bilateralen I auf die Schweizerische Volkswirtschaft» (disponibile soltanto in tedesco), Studio su mandato della SECO, novembre 2015 ( seco.admin.ch > Economia esterna e cooperazione economica > Relazioni economiche > Unione europea (UE) > Importanza economica dei Bilaterali I > Impatto economico di un abbandono dei Bilaterali I).

[8] «Conseguenze economiche e finanziarie dell’associazione della Svizzera a Schengen», rapporto del Consiglio federale, febbraio 2018 ( europa.admin.ch -> Attualità > Pubblicazioni > Rapporti)

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»

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Decreto federale concernente l’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»

del 19 dicembre 2025

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera,

visto l’articolo 139 capoverso 5 della Costituzione federale; esaminata l’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», depositata il 3 aprile 2024; visto il messaggio del Consiglio federale del 21 marzo 2025,

decreta:

Art. 1

1 L’iniziativa popolare del 3 aprile 2024 «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» è valida ed è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni.

2 L’iniziativa ha il tenore seguente:

La Costituzione federale è modificata come segue:

Art. 73a Sviluppo sostenibile della popolazione

1 Prima del 2050 la popolazione residente permanente della Svizzera non può superare i dieci milioni di abitanti. Dal 2050 il Consiglio federale può, mediante ordinanza, innalzare ogni anno il limite nella misura dell’incremento naturale. La Confederazione assicura che tale limite sia rispettato.

2 Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni prendono provvedimenti per uno sviluppo sostenibile della popolazione, volti in particolare a proteggere l’ambiente e nell’interesse della conservazione duratura delle basi naturali della vita, dell’efficienza delle infrastrutture, dell’assistenza sanitaria e delle assicurazioni sociali svizzere.

3 La popolazione residente permanente si compone dei cittadini svizzeri con domicilio principale in Svizzera e dei cittadini stranieri con un titolo di soggiorno di almeno 12 mesi o che risiedono in Svizzera da almeno 12 mesi.

Art. 197 n. 15

15. Disposizione transitoria dell’art. 73a (Sviluppo sostenibile della popolazione)

1 Se la popolazione residente permanente della Svizzera supera i nove milioni e mezzo di abitanti prima del 2050, per garantire il rispetto del limite di cui all’articolo 73 a capoverso 1 il Consiglio federale e l’Assemblea federale, nell’ambito delle loro competenze, prendono provvedimenti riguardanti in particolare il settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare. Il Consiglio federale sottopone un disegno di legge in tal senso all’Assemblea federale. Dal momento del superamento del limite, alle persone ammesse provvisoriamente non sono accordati permessi di dimora o di domicilio né la cittadinanza svizzera o altri diritti di rimanere. Sono fatte salve le disposizioni cogenti del diritto internazionale. Per garantire il rispetto del limite di cui all’articolo 73 a capoverso 1, il Consiglio federale si adopera inoltre per rinegoziare gli accordi internazionali che favoriscono la crescita della popolazione, siano essi giuridicamente vincolanti o meno, oppure per negoziare clausole d’eccezione o di salvaguardia. Se un accordo prevede simili clausole, il Consiglio federale le invoca.

2 Se la popolazione residente permanente della Svizzera supera il limite di cui all’articolo 73 a capoverso 1, il Consiglio federale e l’Assemblea federale prendono tutti i provvedimenti a loro disposizione perché questo sia rispettato. Il capoverso 1 si applica per analogia. Devono tuttavia essere denunciati il prima possibile gli accordi internazionali ai sensi del capoverso 1, in particolare il Patto mondiale del 19 dicembre 2018 per una migrazione sicura, ordinata e regolare (Patto globale ONU sulla migrazione), sempre che la Svizzera lo abbia firmato. Se, due anni dopo il primo superamento, il limite di cui all’articolo 73 a capoverso 1 non è ancora rispettato e non è stato possibile negoziare o invocare alcuna clausola d’eccezione o di salvaguardia che ne garantisca il rispetto, l’Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone (Accordo sulla libera circolazione delle persone) deve essere denunciato il prima possibile.

3 Entro un anno dall’accettazione dell’articolo 73 a da parte del Popolo e dei Cantoni, il Consiglio federale emana mediante ordinanza le disposizioni d’esecuzione. L’ordinanza ha effetto sino all’entrata in vigore delle disposizioni d’esecuzione emanate dall’Assemblea federale.

Art. 2

L’Assemblea federale raccomanda al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa.

Consiglio nazionale, 19 dicembre 2025

Il presidente: Pierre-André Page Il segretario: Pierre-Hervé Freléchoz

Consiglio degli Stati, 19 dicembre 2025

Il presidente: Stefan Engler La segretaria: Martina Buol

Testo in votazione su Fedlex (BBl 2026 17)

Fonte: Fedlex, BBl 2026 17 — testo ufficiale

Qual è stato il risultato della votazione «Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»»?
Il 14.06.2026, «Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»» è stato respinto con 1'492'857 sì contro 1'809'246 no. La partecipazione è stata del 60.6%.
Come hanno votato i cantoni su «Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»»?
Il sì più forte è arrivato da Appenzello Interno (65.9%), il no più forte da Basilea Città (26.5%).
«Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»» è stato accettato?
«Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»» è stato respinto a livello nazionale il 14.06.2026.