Vai al contenuto principale
Votazione popolare · 30.11.2025Oggetto federale

Iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»

Votazioni2025
15.9% SìNo 84.1%
Votazioni
Respinto
Sì
15.9% 379'638
No
84.1% 2'014'886
Maggioranza dei cantoni
0 / 23
Partecipazione
43.6%

Risultato ponderato per schede su 2117 comuni

Contesto

Oggi gli uomini svizzeri sono obbligati a prestare servizio nell’esercito o nella protezione civile. Le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare che hanno un conflitto di coscienza prestano un servizio civile di durata maggiore. Chi non presta alcun servizio deve pagare una tassa d’esenzione. La grande maggioranza dei giorni di servizio prestati oggi ha un legame diretto con la sicurezza della Svizzera. Per le donne svizzere il servizio nell’esercito o nella protezione civile è volontario.

L’iniziativa

L’Iniziativa Servizio civico prevede che tutte le persone con cittadinanza svizzera prestino un servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente. Con il Servizio civico, l’iniziativa intende rafforzare il bene comune. Anche le donne sarebbero quindi tenute a prestare servizio. Questo dovrebbe essere prestato nell’esercito, nella protezione civile o sotto forma di un servizio di milizia equivalente, fermo restando che l’effettivo regolamentare dell’esercito e della protezione civile deve essere garantito. L’iniziativa mira a concepire la sicurezza in modo più ampio e a orientare maggiormente l’obbligo di prestare servizio verso settori quali la protezione del clima, la sicurezza alimentare e l’assistenza. Chi non presta alcun servizio dovrà pagare una tassa, come avviene oggi. L’introduzione di un obbligo generale di prestare servizio comporterebbe il raddoppio delle persone reclutate rispetto a oggi. Ne conseguirebbe un corrispettivo aumento dei costi per la Confederazione, i Cantoni e l’economia.

Domanda sulla scheda

Volete accettare l’iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»?

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale

Risultato per comune

quota di sì per comune
NoSìNessun risultato
#ComuneQuota di sìCantone
1Dully36.4%VD
2Grens34.6%VD
3Mutrux34.3%VD
4Champtauroz30.0%VD
5Valeyres-sous-Ursins29.2%VD
6Cerentino28.6%TI
7Trient28.3%VS
8Schelten26.7%BE
9Corbeyrier25.6%VD
10Bière25.3%VD

Risultato per distretto

quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutri
NoSìNessun risultato

Risultato per distretto

Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no

Come hanno votato i cantoni

quota di sì per comune

Questo oggetto richiedeva la maggioranza del popolo E quella dei cantoni. Sei cantoni contano per mezzo voto (art. 142 Cost.).

0 su 23 cantoni — Respinto
NoSìNessun risultato
#CantoneQuota di sìPartecipazioneComuni
1Basilea Città20.3%52.3%3
2Zurigo18.8%48.4%160
3Sciaffusa18.4%68.6%26
4Basilea Campagna17.5%41.7%86
5Friburgo16.9%42.1%119
6Grigioni16.4%43.4%100
7Berna16.2%40.7%329
8Zugo16.1%51.3%11
9Appenzello Esterno16.0%49.4%20
10Ginevra15.9%47.3%45
11Soletta15.7%40.5%104
12Argovia15.5%42.9%196
13Neuchâtel15.1%37.8%24
14San Gallo14.7%42.4%75
15Lucerna14.6%46.3%79
16Giura14.5%34.8%51
17Turgovia14.2%44.3%80
18Glarona13.8%38.0%3
19Ticino13.5%41.5%100
20Uri13.3%41.7%19
21Obvaldo13.1%52.9%7
22Vaud13.0%46.3%300
23Nidvaldo12.9%48.5%11
24Svitto12.8%49.6%30
25Vallese12.6%42.5%122
26Appenzello Interno11.7%43.6%5

Posizioni

Raccomandazioni secondo le spiegazioni

Raccomandazione del comitato d’iniziativa

RaccomandazioneSì

Per il comitato, un Servizio civico rafforzerebbe il sistema di milizia, promuoverebbe la coesione sociale e contribuirebbe a contrastare il cambiamento climatico. L’iniziativa intende così favorire un’interpretazione più ampia del concetto di sicurezza, che includa maggiormente settori al di fuori dell’esercito e della protezione civile.

servicecitoyen.ch

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento

RaccomandazioneNo

L’esercito e la protezione civile, con il sostegno del servizio civile, sono fondamentali per la sicurezza della Svizzera. L’obbligo di prestare servizio è necessario solo per queste organizzazioni. Con il Servizio civico l’iniziativa va troppo oltre. Ne risulterebbero costi elevati per la Confederazione e i Cantoni, e anche l’economia ne risentirebbe in modo significativo.

admin.ch/iniziativa-servizio-civico

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Voto in Parlamento

SìNoAstensioni
Consiglio nazionale181736
Consiglio degli Stati8341

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.

Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.

Contesto Obbligo di prestare servizio per gli uomini svizzeri

Oggi gli uomini svizzeri sono obbligati a prestare servizio nell’esercito o nella protezione civile. Chi per motivi di coscienza non riesce a prestare servizio militare, può prestare un servizio civile, che ha una durata pari a 1,5 volte quella del servizio militare. Gli uomini che non prestano alcun servizio devono pagare una tassa d’esenzione. Il servizio è organizzato secondo il principio di milizia ed è prestato prevalentemente a titolo accessorio. La grande maggioranza dei giorni di servizio prestati oggi ha un legame diretto con la sicurezza della Svizzera. Le donne svizzere possono prestare servizio nell’esercito o nella protezione civile su base volontaria.

Garanzia degli effettivi

Negli ultimi anni gli effettivi del personale dell’esercito e della protezione civile sono viepiù sotto pressione, poiché sempre più persone scelgono il servizio civile e diverse persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare devono essere esonerate per motivi medici o di altro tipo prima di aver assolto il loro obbligo militare. Il Consiglio federale ha reagito a questa situazione. Per incrementare gli effettivi del personale dell’esercito e della protezione civile ha avviato due revisioni legislative: da un lato, chi presta servizio civile dovrebbe poter essere obbligato a svolgere parte del servizio nella protezione civile; dall’altro, si dovrebbe ridurre il numero di ammissioni al servizio civile, stabilizzando così l’effettivo dell’esercito.

Mostra tutto il testo

Introduzione dell’obbligo di prestare servizio di sicurezza

Il Parlamento ha inoltre incaricato il Consiglio federale di adeguare l’attuale sistema dell’obbligo di prestare servizio e di introdurre il cosiddetto obbligo di prestare servizio di sicurezza. L’obiettivo è quello di riunire la protezione civile e il servizio civile sotto la nuova denominazione «protezione contro le catastrofi». Gli uomini svizzeri dovranno quindi prestare servizio nell’esercito o nella protezione contro le catastrofi. Non è prevista un’estensione dell’obbligo di prestare servizio alle donne, che potranno continuare a prestare servizio su base volontaria.

Esaminata la possibilità di introdurre un servizio civico

Il Consiglio federale ha già esaminato la possibilità di introdurre un servizio civico obbligatorio. Vi ha tuttavia rinunciato, poiché un servizio di questo tipo comporterebbe un onere considerevole per l’economia nonché costi elevati per la Confederazione e i Cantoni. Inoltre, con l’estensione dell’obbligo di prestare servizio alle donne, il numero di persone chiamate in servizio sarebbe nettamente superiore a quello necessario per svolgere compiti legati alla sicurezza del Paese.

L’iniziativa Servizio per la collettività e per l’ambiente

L’Iniziativa Servizio civico va oltre l’attuale sistema dell’obbligo di prestare servizio e le revisioni legislative in corso: chiede che ogni persona con la cittadinanza svizzera sia tenuta a prestare un servizio a favore della collettività e dell’ambiente.

Obbligo di prestare servizio per le donne

L’obbligo di prestare servizio sarebbe esteso alle donne. Questo significa che in futuro ogni anno dovrebbero prestare servizio circa 70 000 persone, ovvero il doppio rispetto ad oggi. Il Parlamento avrebbe inoltre la possibilità di estendere l’obbligo di prestare servizio a persone senza cittadinanza svizzera.

Effettivi garantiti

L’iniziativa esige che gli effettivi dell’esercito e della protezione civile siano garantiti, senza tuttavia specificare il modo per raggiungere questo obiettivo.

Servizi di milizia

Le persone non necessarie all’esercito e alla protezione civile dovrebbero svolgere un servizio di milizia equivalente. A tal fine sarebbe necessario creare numerosi nuovi posti d’impiego. Il comitato d’iniziativa cita alcune possibilità: nella prevenzione delle catastrofi, nell’assistenza o nella sicurezza alimentare. Spetterebbe al Parlamento stabilire in una legge quali servizi di milizia sarebbero riconosciuti.

Tassa e indennità di perdita di guadagno

Come nell’attuale sistema dell’obbligo di prestare servizio, le persone che non prestano alcun servizio dovrebbero pagare una tassa. Inoltre, la Confederazione dovrebbe emanare disposizioni per garantire un’adeguata indennità di perdita di guadagno.

Conseguenze dell’iniziativa Impegno a favore della società

Un servizio come quello chiesto dall’iniziativa potrebbe rafforzare l’impegno delle cittadine e dei cittadini svizzeri a favore della società. Essi potrebbero fornire il loro contributo a beneficio della collettività e dell’ambiente in diversi settori d’impiego.

Costi supplementari per le imprese

Rispetto a oggi, l’iniziativa avrebbe la conseguenza di circa raddoppiare il numero di persone chiamate in servizio che mancherebbero quindi in tale periodo dal posto di lavoro. Le imprese sarebbero confrontate a costi aggiuntivi per la ricerca di sostituti, per le ore supplementari di altri collaboratori oppure per la perdita di produttività dovuta alle assenze.

Ripercussioni per il mercato del lavoro

Inoltre, è possibile che le persone chiamate in servizio finirebbero per assumere mansioni in precedenza svolte da lavoratori sul libero mercato. In particolare i posti di lavoro delle persone poco qualificate, per esempio quelli nei settori delle pulizie o dell’assistenza ai malati, potrebbero subire pressioni salariali oppure essere sostituiti.

Costi supplementari per l’indennità di perdita di guadagno

In caso di accettazione dell’iniziativa si può presumere che le spese per l’indennità di perdita di guadagno aumenteranno approssimativamente del doppio, dato che raddoppierebbe il numero degli aventi diritto. Questi costi supplementari dovrebbero essere sostenuti dai lavoratori e dai datori di lavoro, poiché sono loro a finanziare tale indennità con i loro contributi salariali.

Costi per la Confederazione e i Cantoni

Aumenterebbero di circa il doppio anche i costi dell’assicurazione militare sostenuti dalla Confederazione. Inoltre, l’aumento delle spese per il personale e l’amministrazione si tradurrebbe in costi supplementari per la Confederazione e i Cantoni. Per quanto riguarda la tassa d’esenzione dall’obbligo militare, si dovrebbe prevedere un raddoppio delle entrate. Non è possibile quantificare con precisione tali cifre, poiché dipendono dalla forma che il Parlamento darebbe al Servizio civico.

Possibile conflitto con il diritto internazionale

Il diritto internazionale vieta il lavoro forzato. Non sono considerati lavoro forzato per esempio il servizio militare e il servizio civile, il lavoro durante la detenzione, le attività volte a garantire la sicurezza o a far fronte a situazioni di emergenza o catastrofi. Sono ammessi anche i cosiddetti doveri civici, come l’impegno in qualità di giurato. L’attuale obbligo di prestare servizio in Svizzera è conforme al diritto internazionale. Con l’iniziativa, verosimilmente, oltre la metà delle persone reclutate sarebbero impiegate al di fuori dell’esercito e della protezione civile. Resta da chiarire se sarà possibile prevedere un numero sufficiente di servizi di milizia senza violare il divieto di lavoro forzato sancito dal diritto internazionale.

[1] Rapporto del Consiglio federale del 4 marzo 2022; «Apporto di personale in seno all’esercito e alla protezione civile. Parte 2: possibilità di ulteriore sviluppo a lungo termine del sistema dell’obbligo di prestare servizio» ( fedlex.admin.ch > Foglio federale > Edizioni del Foglio federale > 2022 > Marzo > 59 > FF 2022 665).

[2] Statistica delle indennità di perdita di guadagno (statistica IPG) ( bsv.admin.ch > Assicurazioni sociali > Indennità di perdita di guadagno IPG > Statistica > Finanze delle indennità di perdita di guadagno 2020–2024 e Statistik der Militärversicherung 2023 ( suva.ch > Downloads und Bestellungen > Statistik der Militärversicherung 2023, disponibile in tedesco e francese).

[3] Fiskaleinnahmen des Bundes ( estv.admin.ch > Eidgenössische Steuerverwaltung ESTV > Die ESTV > Schweizer Steuerstatistiken > Allgemeine Steuerstatistiken > Fiskaleinnahmen des Bundes, disponibile in tedesco e francese).

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»

Testo in votazione

BBl 2025 2027
Mostra il testo

Decreto federale concernente l’iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»

del 20 giugno 2025

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera,

visto l’articolo 139 capoverso 5 della Costituzione federale; esaminata l’iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)», depositata il 26 ottobre 2023; visto il messaggio del Consiglio federale del 16 ottobre 2024,

decreta:

Art. 1

1 L’iniziativa popolare del 26 ottobre 2023 «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)» è valida ed è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni.

2 L’iniziativa ha il tenore seguente:

La Costituzione federale è modificata come segue:

Art. 59 Servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente

1 Le persone di cittadinanza svizzera prestano un servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente.

2 Questo servizio è prestato sotto forma di servizio militare o di un altro servizio di milizia equivalente riconosciuto dalla legge.

3 È garantito l’effettivo regolamentare dei servizi d’intervento in caso di crisi, in particolare:

a. dell’esercito;

b. della protezione civile.

4 Fatte salve le eccezioni previste dalla legge, chi non presta il servizio obbligatorio a beneficio della collettività e dell’ambiente è tenuto a pagare una tassa. Questa tassa è riscossa dalla Confederazione mediante imposizione ed esazione da parte dei Cantoni.

5 La legge stabilisce se e in che misura un servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente è prestato da persone che non hanno la cittadinanza svizzera.

6 La Confederazione emana prescrizioni per un’adeguata compensazione della perdita di guadagno.

7 Chiunque, nel prestare servizio, patisce danni alla salute o perisce ha diritto per sé o per i propri congiunti a un adeguato sostegno da parte della Confederazione.

Art. 61 cpv. 3–5

Abrogati

Art. 197 n. 17

17. Disposizione transitoria dell’art. 59 (Servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente)

L’Assemblea federale emana le disposizioni d’esecuzione dell’articolo 59 entro cinque anni dalla sua accettazione da parte del Popolo e dei Cantoni. Se le disposizioni d’esecuzione non entrano in vigore entro tale termine, il Consiglio federale le emana entro tre anni dal suo scadere.

Art. 2

L’Assemblea federale raccomanda al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa.

Consiglio nazionale, 20 giugno 2025

La presidente: Maja Riniker Il segretario: Pierre-Hervé Freléchoz

Consiglio degli Stati, 20 giugno 2025

Il presidente: Andrea Caroni La segretaria: Martina Buol

Testo in votazione su Fedlex (BBl 2025 2027)

Fonte: Fedlex, BBl 2025 2027 — testo ufficiale

Qual è stato il risultato della votazione «Iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»»?
Il 30.11.2025, «Iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»» è stato respinto con 379'638 sì contro 2'014'886 no. La partecipazione è stata del 43.6%.
Come hanno votato i cantoni su «Iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»»?
Il sì più forte è arrivato da Basilea Città (20.3%), il no più forte da Appenzello Interno (11.7%).
«Iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»» è stato accettato?
«Iniziativa popolare «Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)»» è stato respinto a livello nazionale il 30.11.2025.