Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2)
Votazioni2021Risultato ponderato per schede su 2117 comuni
Contesto
A causa dei cambiamenti climatici si assiste a un aumento generalizzato delle temperature. Esso è dovuto in primo luogo alle emissioni di gas a effetto sera, e in particolare di diossido di carbonio (CO2), prodotto, ad esempio, dai riscaldamenti a olio e dalla combustione di cherosene nell’aviazione. In Svizzera, i cambiamenti climatici hanno ripercussioni soprattutto sull’agricoltura e sul turismo. Aumentano i periodi di canicola, la siccità, le inondazioni, le frane, e la neve scarseggia sempre di più. Il Consiglio federale e il Parlamento vogliono pertanto ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 della Svizzera e intendono farlo con la nuova legge sul CO2 (revisione totale). Contro di essa è stato chiesto il referendum.
Il progetto
Con la legge sul CO2 riveduta la Svizzera conferma e potenzia la sua politica climatica. La legge prevede diverse misure per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 entro il 2030 e punta, come finora, sulla combinazione di incentivi finanziari, investimenti e nuove tecnologie. I comportamenti rispettosi del clima saranno premiati. Chi invece genera grandi quantità di CO2, ad esempio viaggiando spesso in aereo, pagherà di più. La legge promuove le aziende innovative e gli investimenti in immobili e infrastrutture, favorendo, ad esempio, il risanamento di edifici e la costruzione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici. Grazie alla nuova legge, inoltre, saranno disponibili sul mercato veicoli che consumano meno benzina e meno diesel.
Volete accettare la legge federale del 25 settembre 2020 sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2)?
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale
Risultato per comune
quota di sì per comuneSì più forte
BFSNo più forte
BFSRisultato per comune
Top 10Risultato per distretto
quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutriRisultato per distretto
Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no| # | Distretto | Quota di sì | Cantone |
|---|---|---|---|
| 1 | Bezirk Zürich | 72.3% | ZH |
| 2 | Wahlkreis Luzern-Stadt | 66.6% | LU |
| 3 | Bezirk Solothurn | 66.3% | SO |
| 4 | District de Lausanne | 65.2% | VD |
| 5 | Verwaltungskreis Bern-Mittelland | 59.6% | BE |
| 6 | District de la Riviera-Pays-d'Enhaut | 56.7% | VD |
| 7 | Bezirk Winterthur | 56.6% | ZH |
| 8 | Region Plessur | 55.6% | GR |
| 9 | District de Lavaux-Oron | 55.4% | VD |
| 10 | District de l'Ouest lausannois | 55.3% | VD |
| # | Cantone | Quota di sì | Partecipazione | Comuni |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Basilea Città | 66.6% | 64.4% | 3 |
| 2 | Ginevra | 61.4% | 60.4% | 45 |
| 3 | Zurigo | 55.4% | 64.4% | 160 |
| 4 | Vaud | 53.2% | 68.4% | 300 |
| 5 | Neuchâtel | 52.6% | 62.2% | 24 |
| 6 | Berna | 48.5% | 66.3% | 329 |
| 7 | Lucerna | 48.0% | 71.3% | 79 |
| 8 | Zugo | 47.7% | 69.1% | 11 |
| 9 | Basilea Campagna | 47.0% | 64.0% | 86 |
| 10 | Grigioni | 46.6% | 62.7% | 100 |
| 11 | Sciaffusa | 46.5% | 77.4% | 26 |
| 12 | Ticino | 44.5% | 51.7% | 100 |
| 13 | Friburgo | 44.4% | 67.3% | 119 |
| 14 | Argovia | 44.0% | 62.6% | 196 |
| 15 | Soletta | 43.9% | 62.6% | 104 |
| 16 | San Gallo | 42.9% | 63.0% | 75 |
| 17 | Appenzello Esterno | 42.5% | 69.3% | 20 |
| 18 | Giura | 41.9% | 62.9% | 51 |
| 19 | Turgovia | 40.5% | 66.1% | 80 |
| 20 | Glarona | 39.9% | 59.8% | 3 |
| 21 | Vallese | 39.1% | 64.7% | 122 |
| 22 | Nidvaldo | 38.2% | 69.2% | 11 |
| 23 | Obvaldo | 36.2% | 72.1% | 7 |
| 24 | Appenzello Interno | 35.1% | 68.9% | 5 |
| 25 | Uri | 35.0% | 67.7% | 19 |
| 26 | Svitto | 34.5% | 71.1% | 30 |
Posizioni
Raccomandazioni secondo le spiegazioniRaccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento
RaccomandazioneSì
Periodi di canicola, siccità, frane: senza contromisure più efficaci, i cambiamenti climatici causeranno danni ingenti e costi elevati. Molti Stati si sono perciò attivati e lo stesso deve fare la Svizzera. La legge intensifica la protezione del clima, genera commesse per le PMI, crea posti di lavoro ed è socialmente sostenibile.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Raccomandazione dei comitati referendari
RaccomandazioneNo
Secondo il «Comitato economico NO alla legge sul CO2» la legge è costosa e di nessuna utilità per il clima. Inoltre è iniqua perché colpisce soprattutto le fasce di reddito medio-basse. Per il comitato «Per un’ecologia sociale» la legge consolida le strutture climaticide.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Voto in Parlamento
| Sì | No | Astensioni | |
|---|---|---|---|
| Consiglio nazionale | 129 | 59 | 8 |
| Consiglio degli Stati | 33 | 5 | 6 |
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.
Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.
Contesto
In quanto paese alpino, la Svizzera risente particolarmente dei cambiamenti climatici. L’aumento della temperatura è infatti doppio rispetto alla media mondiale (cfr. grafico). Per frenare i cambiamenti climatici, tutti gli Stati devono ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e di altri gas a effetto serra. Per questo, 189 Stati, tra cui la Svizzera, e l’UE hanno sottoscritto l’Accordo di Parigi. In linea con le raccomandazioni degli ambienti scientifici, entro il 2030 la legge sul CO2 mira a dimezzare rispetto al 1990 le emissioni di gas a effetto serra del nostro Paese. Le misure adottate finora non sono sufficienti per raggiungere tale obiettivo [1].
Gli strumenti attuali restano validi
La legge sul CO2 riveduta non punta su divieti, bensì combina – come finora – incentivi finanziari, investimenti nella protezione del clima e progresso tecnico.
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Incentivi finanziari
Mediante le tasse d’incentivazione, la legge sul CO2 premia i comportamenti virtuosi: chi genera meno CO2 paga meno di chi ne genera di più. Sono tasse d’incentivazione la vigente tassa sul CO2, riscossa sull’olio da riscaldamento e sul gas naturale, e la nuova tassa sui biglietti aerei.
Tassa sul CO2
Dall’introduzione della tassa sul CO2 nel 2008, le economie domestiche e le imprese hanno tutto l’interesse a ridurre il consumo di olio da riscaldamento o a riscaldare utilizzando, ad esempio, legna o pompe di calore. La tassa ammonta attualmente a 120 franchi al massimo per tonnellata di CO2 e potrà essere aumentata fino a 210 franchi, ma soltanto se le emissioni di CO2 non diminuiranno a sufficienza. Si stima che nel 2017 quattro economie domestiche su dieci non abbiano pagato la tassa sul CO2 poiché, non riscaldando con olio o gas, non hanno generato CO2 [2].
Tassa sui biglietti aerei
La tassa sui biglietti aerei è riscossa per i voli in partenza dalla Svizzera e varia da un minimo di 30 a un massimo 120 franchi per biglietto. Chi vola spesso e su lunghe distanze verserà di più, mentre chi vola non più di una volta all’anno e resta in Europa riceverà, a conti fatti, un rimborso. Chi usa un jet privato pagherà per ogni volo almeno 500 e al massimo 3000 franchi.
Restituzione alla popolazione
Oltre la metà dei proventi della tassa sul CO2 e della tassa sui biglietti aerei è restituita alla popolazione. L’importo restituito è individuale e uguale per tutti. Una famiglia di quattro persone riceve dunque l’importo previsto moltiplicato per quattro, ovvero, per quest’anno, 348 franchi [3]. Il rimborso avviene mediante deduzione dai premi della cassa malati.
Esenzione dalla tassa sul CO2
Attualmente, le aziende di singoli settori, ad esempio dell’industria metalmeccanica, possono essere esentate dalla tassa sul CO2, se si impegnano a ridurre le proprie emissioni. In futuro, questa possibilità sarà estesa a tutte le aziende, dunque anche, ad esempio, a panetterie, hotel e officine.
Investimenti nella protezione del clima
Un terzo dei proventi della tassa sul CO2 e al massimo la metà dei proventi della tassa sui biglietti aerei confluiscono in un Fondo per il clima e serviranno a promuovere investimenti rispettosi del clima e aziende innovative. Il Parlamento intende così generare commesse in Svizzera e creare impieghi con un futuro. A tal fine sono previste in particolare le seguenti misure:
Infrastruttura e immobili
Il Fondo per il clima promuove la costruzione di stazioni di ricarica per elettroveicoli, l'acquisto di autobus elettrici, il risanamento di immobili, come pure la pianificazione e il finanziamento di reti di teleriscaldamento.
Aziende innovative
Il Fondo per il clima sostiene aziende svizzere innovative che sviluppano tecnologie rispettose del clima, ad esempio carburanti rinnovabili per l’aviazione.
Regioni particolarmente colpite
Il Fondo per il clima aiuta le regioni di montagna, le città e i Comuni ad attenuare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Le regioni di montagna, ad esempio, ricevono aiuti per realizzare opere di protezione.
Progetti di protezione del clima
Gli importatori di diesel e benzina dovranno investire di più nella protezione del clima e sosterranno quindi costi aggiuntivi. Per compensarli potranno, come finora, applicare un supplemento sul prezzo alla pompa, il cui importo massimo passerà dagli attuali 5 a 12 centesimi al litro.
Progresso tecnico
La legge sul CO2 intende accelerare il progresso tecnico nell’ambito dei trasporti e degli immobili.
Veicoli più efficienti
Affinché anche le emissioni di CO2 generate dalla circolazione diminuiscano, la legge inasprisce le condizioni per l’importazione di veicoli. Le automobili nuove importate dovranno essere più efficienti, ossia produrre meno CO2, pena una sanzione a carico degli importatori.
Prescrizioni riguardanti gli immobili
Gli immobili di nuova costruzione non producono più CO2. Questo standard, ormai abituale, è ora sancito per legge. Gli immobili esistenti possono continuare a emettere CO2, ma in caso di sostituzione del riscaldamento, le emissioni devono rientrare entro limiti massimi. Se per rispettarli è necessario installare, ad esempio, una pompa di calore, i proprietari di immobili possono chiedere un contributo al Fondo per il clima.
E se la legge è respinta?
Se la legge sul CO2 riveduta è respinta, la Svizzera non potrà ridurre efficacemente le proprie emissioni di gas a effetto serra. Fallirà dunque il proprio obiettivo climatico, poiché l’attuale legge sul CO2 è insufficiente. Senza la tassa sui biglietti aerei vi saranno meno risorse per investimenti in immobili rispettosi del clima, per stazioni di ricarica e autobus elettrici, e per lo sviluppo di nuove tecnologie.
[1] Fino al 2018 la Svizzera ha ridotto le proprie emissioni di CO2 del 14 per cento rispetto al 1990. Verosimilmente, la Svizzera non raggiungerà l’obiettivo sancito nella vigente legge sul CO2 che prevede una riduzione del 20 per cento entro la fine del 2020. Si veda al riguardo la pubblicazione sulle emissioni di gas a effetto serra secondo la legge sul CO2 e il Protocollo di Kyoto, secondo periodo di impegno (disponibile in francese e tedesco; bafu.admin.ch > Temi > Tema Clima > Dati, indicatori e carte > Dati > Statistica del CO2 > Émissions de gaz à effet de serre d’après la loi sur le CO2 et d’après le Protocol de Kyoto, seconde période d’engagement (2013–2020, version juillet 2020).
[2] Ufficio federale di statistica ( bfs.admin.ch > Statistiche > Costruzioni-abitazioni > Edifici > Settore energetico)
[3] In questo importo è compresa anche la tassa sui composti organici volatili (tassa COV).
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»
Testo in votazione
BBl 2020 7847Il testo ufficiale è pubblicato integralmente su Fedlex.
Testo in votazione su Fedlex (BBl 2020 7847)
Fonte: Fedlex, BBl 2020 7847 — testo ufficiale
- Qual è stato il risultato della votazione «Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2)»?
- Il 13.06.2021, «Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2)» è stato respinto con 1'568'032 sì contro 1'671'210 no. La partecipazione è stata del 64.8%.
- Come hanno votato i cantoni su «Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2)»?
- Il sì più forte è arrivato da Basilea Città (66.6%), il no più forte da Svitto (34.5%).
- «Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2)» è stato accettato?
- «Legge federale sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2)» è stato respinto a livello nazionale il 13.06.2021.