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Votazione popolare · 27.09.2020Oggetto federale

Iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)»

Votazioni2020
38.3% SìNo 61.7%
Votazioni
Respinto
Sì
38.3% 1'233'995
No
61.7% 1'988'349
Maggioranza dei cantoni
3.5 / 23
Partecipazione
62.3%

Risultato ponderato per schede su 2116 comuni

Contesto

Tra la Svizzera e gli Stati membri dell’Unione europea (UE) vige la libera circolazione delle persone. Essa permette ai cittadini dell’UE, a determinate condizioni, di vivere, lavorare e studiare in Svizzera; lo stesso vale per i cittadini svizzeri nell’UE. L’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) fa parte di un pacchetto di sette accordi bilaterali negoziato tra la Svizzera e l’UE (Bilaterali I). I Bilaterali I garantiscono all’economia svizzera un accesso diretto al mercato europeo. Se l’ALC viene denunciato, anche gli altri sei accordi cessano automaticamente di essere in vigore (clausola ghigliottina). A seguito della crisi legata al coronavirus la libera circolazione delle persone è stata temporaneamente limitata.

Il progetto

L’iniziativa vuole porre fine alla libera circolazione delle persone con l’UE. L’accettazione dell’iniziativa obbligherebbe il Consiglio federale a condurre negoziati con l’UE affinché l’ALC cessi di essere in vigore entro dodici mesi. Se questo obiettivo non fosse raggiunto, il Consiglio federale sarebbe tenuto a denunciare unilateralmente l’ALC nei 30 giorni successivi. In questo caso verrebbe applicata la clausola ghigliottina e anche gli altri sei accordi dei Bilaterali I decadrebbero automaticamente. L’iniziativa vieta inoltre alla Svizzera di assumere nuovi obblighi internazionali che accordino la libera circolazione ai cittadini stranieri.

Domanda sulla scheda

Volete accettare l’iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)»?

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale

Risultato per comune

quota di sì per comune
NoSìNessun risultato
#ComuneQuota di sìCantone
1Unteriberg84.2%SZ
2Alpthal83.6%SZ
3Reisiswil82.7%BE
4Wachseldorn82.1%BE
5Zwischbergen81.6%VS
6Ederswiler79.3%JU
7Vorderthal78.7%SZ
8Teuffenthal78.5%BE
9Schangnau78.3%BE
10Lütschental76.8%BE

Risultato per distretto

quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutri
NoSìNessun risultato

Risultato per distretto

Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no

Come hanno votato i cantoni

quota di sì per comune

Questo oggetto richiedeva la maggioranza del popolo E quella dei cantoni. Sei cantoni contano per mezzo voto (art. 142 Cost.).

3.5 su 23 cantoni — Respinto
NoSìNessun risultato
#CantoneQuota di sìPartecipazioneComuni
1Appenzello Interno54.3%58.8%5
2Svitto53.4%64.6%30
3Ticino53.1%62.8%100
4Glarona50.5%55.1%3
5Uri49.6%63.1%19
6Obvaldo49.1%68.2%7
7Nidvaldo47.6%65.5%11
8Turgovia44.3%60.3%80
9Appenzello Esterno43.6%65.2%20
10Sciaffusa43.4%74.3%26
11San Gallo43.3%61.9%75
12Argovia42.4%58.8%196
13Soletta41.5%59.3%104
14Grigioni40.9%64.2%100
15Lucerna40.2%63.6%79
16Zugo39.6%65.6%11
17Berna38.7%60.8%328
18Basilea Campagna38.6%59.2%86
19Vallese37.9%70.1%122
20Friburgo35.4%61.8%119
21Zurigo34.3%62.5%160
22Giura32.0%61.5%51
23Ginevra31.0%61.8%45
24Vaud29.1%64.7%300
25Neuchâtel28.9%58.4%24
26Basilea Città25.4%66.4%3

Posizioni

Raccomandazioni secondo le spiegazioni

Raccomandazione del comitato d’iniziativa

RaccomandazioneSì

Secondo il comitato, dall’introduzione della piena libertà di circolazione delle persone con l’UE si assiste a un’immigrazione di massa che incide in maniera eccessiva su ambiente, mercato del lavoro, assicurazioni sociali e infrastrutture. Il comitato chiede pertanto che la Svizzera gestisca autonomamente l’immigrazione e rinunci alla libera circolazione delle persone.

iniziativa-per-la-limitazione.ch

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento

RaccomandazioneNo

Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa poiché compromette la via bilaterale con l’UE. Essa mette a repentaglio la stabilità delle relazioni con il principale partner della Svizzera, minacciando così i posti di lavoro e la prosperità in un periodo già caratterizzato da grande incertezza sul piano economico.

admin.ch/iniziativa-per-la-limitazione

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Voto in Parlamento

SìNoAstensioni
Consiglio nazionale531422
Consiglio degli Stati5372

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.

Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.

Politica svizzera in materia di immigrazione

La politica di immigrazione della Svizzera distingue tra due gruppi di Paesi. I cittadini degli Stati membri dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) [1] beneficiano della libera circolazione delle persone. I cittadini di tutti gli altri Stati sottostanno invece a criteri di ammissione più severi;

per l’accesso al mercato del lavoro, inoltre, il Consiglio federale stabilisce ogni anno contingenti massimi.

Libera circolazione delle persone con l’UE

L’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE (ALC) [2] è entrato in vigore il 1° giugno 2002. Esso consente ai cittadini svizzeri di vivere, lavorare e studiare in qualsiasi Stato membro dell’UE; lo stesso vale per i cittadini dell’UE in Svizzera. Per beneficiare della libera circolazione delle persone occorre però soddisfare alcune condizioni. Chi intende soggiornare in Svizzera deve disporre di un contratto di lavoro valido o esercitare un’attività indipendente. Le persone senza attività lucrativa devono invece disporre di mezzi finanziari sufficienti e di una copertura assicurativa completa contro le malattie e gli infortuni.

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Flussi di persone da e verso l’UE

L’immigrazione in provenienza dall’UE è strettamente legata alla situazione economica in Svizzera e all’estero. Dal 2013 l’immigrazione netta si è dimezzata: nel 2019 il numero degli arrivi superava quello delle partenze di circa 32 000 unità [3]. Anche gli Svizzeri approfittano della libera circolazione delle persone: secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, a fine 2019 erano circa mezzo milione a vivere nell’UE.

[1] Oltre alla Svizzera, gli Stati membri dell’AELS sono la Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein.

[2] Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone (admin.ch > Diritto federale > Raccolta sistematica).

[3] Statistica degli stranieri 2019 della Segreteria di Stato della migra- zione (sem.admin.ch > Pubblicazioni & servizi > Fatti e cifre > Statistica degli stranieri > Statistiche sull’immigrazione)

Che cosa chiede l’iniziativa?

L’iniziativa vuole porre fine alla libera circolazione delle persone con l’UE [4]. Il Consiglio federale è incaricato di condurre negoziati con l’UE per trovare entro dodici mesi una soluzione consensuale in merito all’abrogazione dell’ALC. Se quest’obiettivo non dovesse essere raggiunto, il Consiglio federale è tenuto a denunciare l’Accordo nei 30 giorni successivi. Non potrà inoltre concludere nuovi trattati internazionali che garantiscano la libera circolazione delle persone a cittadini stranieri. L’iniziativa non chiede modifiche nel settore dell’asilo né per l’immigrazione in provenienza da Stati non membri dell’UE.

[4] Contrariamente alla libera circolazione delle persone con l’UE, l’iniziativa non chiede esplicitamente la fine della libera circolazione delle persone con l’AELS. Essendo però la Convenzione AELS basata sugli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE, senza l’ALC essa non può essere mantenuta nella sua forma attuale.

[5] Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione Svizzera, l’Unione europea e la Comunità europea, riguardante l’associazione della Svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen e Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo Stato competente per l’esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera (admin.ch > Diritto federale > Raccolta sistematica).

Conseguenze per l’economia svizzera

Con l’abbandono dei Bilaterali I l’economia svizzera perderebbe l’accesso diretto al mercato dell’UE. L’UE è di gran lunga il partner commerciale più importante della Svizzera. Nel 2019 quasi la metà delle nostre esportazioni di merci erano destinate all’UE e circa due terzi delle importazioni provenivano da quest’area [6]. Da uno studio commissionato nel 2015 dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) è emerso che l’abbandono dei Bilaterali I avrebbe un effetto negativo sulla prestazione economica della Svizzera. In meno di 20 anni il prodotto interno lordo risulterebbe dal cinque al sette per cento inferiore rispetto alla sua evoluzione con i Bilaterali I, il che corrisponde, nell’arco di tempo considerato, a una perdita complessiva compresa tra i 460 e i 630 miliardi di franchi [7].

Lavoratori provenienti dall’UE e ALC

Considerati l’invecchiamento della popolazione e il costante aumento della quota di persone in età di pensionamento, in futuro le imprese svizzere dovranno continuare a contare sui lavoratori provenienti dall’UE. Con l’abbandono dell’ALC risulterebbe più difficile per le imprese con sede in Svizzera reclutare questa manodopera. L’onere amministrativo aumenterebbe.

Protezione della manodopera residente

Stando a un rapporto della SECO, ad oggi non vi sono elementi che permettono di affermare con certezza che l’ALC causi l’esclusione dal mercato del lavoro dei lavoratori residenti in Svizzera [8]. Sin dall’inizio, la Svizzera ha affiancato all’ALC una serie di misure collaterali, segnatamente per evitare la pressione sui salari in Svizzera. Inoltre, negli ultimi anni, la competitività della manodopera residente in Svizzera è stata rafforzata in modo mirato. Grazie per esempio all’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti nelle professioni con un elevato tasso di disoccupazione, le persone alla ricerca di un impiego dispongono di un vantaggio temporale per inviare la propria candidatura. Nel maggio 2019, d’intesa con i partner sociali il Consiglio federale ha adottato ulteriori misure volte soprattutto ad accrescere le opportunità professionali dei lavoratori anziani (consulenza personalizzata, provvedimenti mirati di formazione e formazione continua). Il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso l’introduzione di una prestazione transitoria destinata a coprire fino al pensionamento il fabbisogno vitale delle persone di più di 60 anni che hanno esaurito il diritto all’indennità di disoccupazione, vantano un lungo periodo di attività lucrativa e dispongono di un patrimonio modesto.

Incidenza sulle assicurazioni sociali

Secondo un rapporto della SECO l’ALC non grava sulle assicurazioni sociali del nostro Paese [9]. Al contrario, i cittadini dell’UE e dell’AELS contribuiscono in maniera determinante al finanziamento e al consolidamento dell’AVS e dell’AI, fermo restando che il pagamento dei rispettivi contributi comporta a lungo termine anche un diritto alle rendite. L’ALC non ha nemmeno causato un aumento del numero delle persone che percepiscono l’AI.

[6] Statistica del commercio estero, Amministrazione federale delle dogane AFD (ezv.admin.ch > Temi > Statistica del commercio estero > Banca dati Swiss-Impex).

[7] Rapporto della Segreteria di Stato dell’economia SECO, 2015: «Impatto economico di un abbandono dei Bilaterali I», pag. 32 (seco.admin.ch > Servizi e pubblicazioni > Pubblicazioni > Economia esterna > Relazioni con l’UE).

[8] 15° rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE (2019), pag. 5, disponibile in tedesco e francese (seco.admin.ch > Servizi e pubblicazioni > Pubblicazioni > Lavoro > Libera circolazione delle persone e relazioni di lavoro > Rapporti dell’Osservatorio).

[9] 15° rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE (2019), pagg. 31–32, disponibile in tedesco e francese ( seco.admin.ch > Servizi e pubblica zioni > Pubblicazioni > Lavoro > Libera circolazione delle persone e relazioni di lavoro > Rapporti dell’Osservatorio).

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»

Qual è stato il risultato della votazione «Iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)»»?
Il 27.09.2020, «Iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)»» è stato respinto con 1'233'995 sì contro 1'988'349 no. La partecipazione è stata del 62.3%.
Come hanno votato i cantoni su «Iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)»»?
Il sì più forte è arrivato da Appenzello Interno (54.3%), il no più forte da Basilea Città (25.4%).
«Iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)»» è stato accettato?
«Iniziativa popolare «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)»» è stato respinto a livello nazionale il 27.09.2020.