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Votazione popolare · 19.05.2019Oggetto federale

Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)

Votazioni2019
63.7% SìNo 36.3%
Votazioni
Accettato
Sì
63.7% 1'501'880
No
36.3% 854'274
Partecipazione
45.5%

Risultato ponderato per schede su 2116 comuni

Contesto

Il diritto svizzero in materia di armi, così come quello europeo, ha l’obiettivo di lottare contro l’abuso di armi. Affinché sia sempre attuale, occorre, se necessario, adeguarlo. L’Unione europea ha modificato la sua direttiva sulle armi nel 2017. In quanto Stato partecipante a Schengen/Dublino, la Svizzera intende trasporre nel suo diritto interno questa modifica. Contro questo progetto la «Comunità d’interesse Tiro Svizzera» ha chiesto il referendum. In caso di rifiuto la collaborazione della Svizzera con gli Stati Schengen/Dublino cesserebbe automaticamente – a meno che gli altri Stati e la Commissione europea non vengano incontro alla Svizzera.

Il progetto

La legge sulle armi prevede ora l’obbligo di contrassegnare tutte le parti essenziali di un’arma. Questo facilita alla polizia l’accertamento della provenienza delle armi. Inoltre viene migliorato lo scambio di informazioni con gli altri Stati Schengen. In tal modo la polizia svizzera può sapere più facilmente a chi all’estero è stata negata, per motivi di sicurezza, la consegna di un’arma. Sono previste anche modifiche puntuali concernenti l’autorizzazione delle armi semiautomatiche. I fucili d’assalto possono tuttavia continuare a essere acquisiti in proprietà direttamente dall’esercito. Anche le altre disposizioni sono configurate in modo da poter preservare la tradizione svizzera del tiro.

Domanda sulla scheda

Volete accettare il decreto federale del 28 settembre 2018 che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)?

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale

Risultato per comune

quota di sì per comune
NoSìNessun risultato
#ComuneQuota di sìCantone
1Berna84.8%BE
2Ennetbaden84.5%AG
3Bogis-Bossey83.7%VD
4Losanna82.4%VD
5Zurigo82.3%ZH
6Jouxtens-Mézery81.5%VD
7Pully81.5%VD
8Lussy-sur-Morges80.7%VD
9Paudex80.7%VD
10Corseaux80.4%VD

Risultato per distretto

quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutri
NoSìNessun risultato

Risultato per distretto

Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no
#CantoneQuota di sìPartecipazioneComuni
1Basilea Città75.0%60.1%3
2Ginevra72.8%51.7%45
3Neuchâtel72.6%42.5%24
4Vaud71.5%48.8%300
5Zurigo70.6%45.6%160
6Zugo67.0%48.1%11
7Lucerna65.9%46.1%79
8Appenzello Esterno64.3%43.7%20
9San Gallo64.0%43.0%75
10Basilea Campagna62.4%42.5%86
11Friburgo62.0%41.6%119
12Giura61.9%40.4%51
13Berna61.3%43.5%328
14Argovia59.4%42.9%196
15Turgovia59.1%42.5%80
16Sciaffusa59.0%67.5%26
17Soletta58.8%44.8%104
18Vallese57.1%46.4%122
19Uri56.5%39.0%19
20Grigioni55.7%52.3%100
21Glarona55.6%37.2%3
22Nidvaldo53.4%48.4%11
23Appenzello Interno52.9%37.1%5
24Obvaldo51.7%47.6%7
25Svitto51.6%46.2%30
26Ticino45.5%48.6%100

Posizioni

Raccomandazioni secondo le spiegazioni

Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento

RaccomandazioneSì

Per il Consiglio federale e il Parlamento è chiaro: la revisione parziale della legge sulle armi apporta miglioramenti puntuali per quanto concerne la protezione dall’abuso di armi e solo cambiamenti amministrativi per una parte dei tiratori. Non mette in pericolo la nostra tradizione del tiro. E assicura la collaborazione con gli Stati Schengen/Dublino.

admin.ch/direttiva-sulle-armi

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Raccomandazione del comitato referendario

RaccomandazioneNo

Secondo il comitato referendario il recepimento della direttiva UE sulle armi viola la Costituzione federale. Inoltre abolisce il diritto di possedere un’arma. Sarebbe la fine del tiro sportivo tradizionale. E per giunta, le modifiche sarebbero inutili per lottare contro il terrorismo e la criminalità.

diktat-ue-no.ch/schengen-non-e-in-pericolo

diktat-ue-no.ch/il-disarmo-non-e-un-compromesso

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Voto in Parlamento

SìNoAstensioni
Consiglio nazionale120694
Consiglio degli Stati3465

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.

Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.

Contesto

Il diritto svizzero in materia di armi intende proteggere gli abitanti del nostro Paese dall’abuso di armi. Questo obiettivo è sancito dal 1993 nella Costituzione federale (1). Per conseguirlo, la Svizzera adegua il suo diritto in materia di armi quando è necessario. Gli Stati dell’UE perseguono lo stesso obiettivo della Svizzera. Nel 2017, al termine di lavori durati diversi anni, hanno modificato la direttiva UE sulle armi, tenendo conto anche delle esperienze fatte con gli attentati terroristici di Parigi, Bruxelles e Copenaghen. In questi attentati sono state impiegate anche armi semiautomatiche, che permettono di sparare in breve tempo un gran numero di colpi. Per questo motivo la direttiva UE modificata contiene tra l’altro anche disposizioni che disciplinano l’accesso a tali armi. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso di trasporre nel diritto svizzero la direttiva e di conseguenza di rivedere parzialmente la legge sulle armi. Contro questa modifica la «Comunità d’interesse Tiro Svizzera» ha chiesto il referendum.

Misure contro l’abuso di armi

Il progetto prevede diverse misure per lottare contro l’abuso di armi: tutte le parti essenziali di armi devono ad esempio essere contrassegnate. Inoltre i commercianti devono comunicare per via elettronica all’autorità cantonale competente tutte le vendite e gli acquisti di armi e di parti di armi. Queste misure permettono alla polizia di stabilire più facilmente la provenienza di un’arma. Ma anche di combattere in modo più efficace il mercato nero. Inoltre si migliora lo scambio di informazioni con gli altri Stati Schengen. Grazie alle nuove misure la polizia svizzera può sapere più facilmente a chi all’estero è stata negata la consegna di un’arma per motivi di sicurezza, e quindi rifiutarla a sua volta.

Mostra tutto il testo

Nuova regolamentazione per le armi semiautomatiche

Con la revisione parziale della legge sulle armi segnatamente le armi semiautomatiche dotate di un caricatore ad alta capacità di colpi sono inserite nella categoria delle armi vietate. Ciò nonostante tali armi possono continuare a essere acquistate e utilizzate nel tiro sportivo. Al posto di un permesso di acquisto è necessaria un’autorizzazione eccezionale. Autorizzazioni eccezionali sono già oggi rilasciate per le armi della categoria delle armi vietate.

Novità amministrative

Vi sono novità amministrative per l’acquisto e il possesso di armi semiautomatiche, segnatamente di quelle dotate di un caricatore ad alta capacità di colpi: i collezionisti e i musei dovranno in futuro dimostrare come garantiscono la custodia in sicurezza di tali armi. Devono inoltre tenere una lista delle armi. I tiratori che acquistano un’arma di questo tipo devono comprovare dopo cinque e dieci anni di essere membri di una società di tiro o di utilizzare regolarmente l’arma. Chi possiede già una simile arma può tenerla. Deve però dichiararla entro tre anni all’autorità cantonale competente, se l’arma non è ancora registrata; in questo caso non sarà percepito alcun emolumento. Se invece l’arma è già registrata, non occorre fare nulla.

Che cosa non cambia

Le condizioni principali per l’acquisto di un’arma non cambiano. Chi intende acquisire il proprio fucile d’assalto al termine del servizio militare può continuare a farlo, senza alcun nuovo onere. Non sono introdotti test medici e psicologici, né un obbligo di aderire a una società di tiro se si intende acquistare un’arma. Non è prevista nemmeno l’istituzione di un registro centrale delle armi. Anche per i cacciatori non cambia nulla.

Tradizione del tiro intatta

Nell’elaborazione della modifica della direttiva UE sulle armi sono state discusse anche disposizioni quali il divieto assoluto di possedere a titolo privato armi automatiche e semiautomatiche o una restrizione del numero di armi che si possono possedere. Insieme ad altri Stati la Svizzera ha potuto impedire che nella direttiva fossero introdotti tali vincoli estesi. In seguito, nella trasposizione nel diritto svizzero in materia di armi il Consiglio federale e il Parlamento hanno sfruttato a favore dei detentori di armi e dei tiratori sportivi il margine di manovra offerto dalla direttiva ai singoli Stati. In questo modo, la tradizione svizzera del tiro resta intatta. Per esempio la Festa federale di tiro, il tiro in campagna, il tiro obbligatorio o i corsi per giovani tiratori possono continuare a svolgersi come finora. Stessa cosa per le tradizioni locali quali il «Knabenschiessen» di Zurigo, il «Grand Tir des Abbayes Vaudoises» o il «Tiro Storico San Gottardo».

Che cosa succede se il progetto è respinto

Se il diritto in materia di armi non viene adeguato, la Svizzera potrebbe perdere il suo statuto di Stato partecipante a Schengen/Dublino (vedi riquadro «La Svizzera e Schengen/ Dublino»). Un abbandono dei relativi accordi bilaterali avrebbe tutta una serie di conseguenze per il nostro Paese, innanzitutto per la sicurezza e il settore dell’asilo, ma anche per il traffico transfrontaliero, il turismo e l’economia nel suo insieme. La polizia e le guardie di confine non potrebbero più accedere ai sistemi di informazione e di segnalazione di Schengen e Dublino e non riceverebbero più automaticamente molte informazioni. La Svizzera dovrebbe inoltre esaminare nuovamente le domande di asilo presentate da persone la cui domanda è già stata respinta in un Paese europeo. I viaggiatori che vengono in Europa e intendono visitare il nostro Paese dovrebbero richiedere, oltre al visto Schengen, anche un visto supplementare per la Svizzera. Anche nel traffico transfrontaliero quotidiano con gli Stati limitrofi e agli aeroporti sarebbero reintrodotti i controlli delle persone, poiché la frontiera con gli Stati limitrofi diventerebbe una frontiera esterna di Schengen. Secondo un rapporto del Consiglio federale del febbraio 2018 (2) questo costerebbe ogni anno miliardi all’economia svizzera.

(1) Articolo 107 capoverso 1 della Costituzione federale, RS 101 (admin.ch > Diritto federale > Raccolta sistematica).

(2) Conseguenze economiche e finanziarie dell’associazione della Svizzera a Schengen. Rapporto del Consiglio federale del 21 febbraio 2018 in adempimento del postulato 15.3896; parlamento.ch > 15.3896 > Rapporto in risposta all’intervento parlamentare.

(3) Lo spazio Schengen comprende, in linea di massima, tutti gli Stati membri dell’UE; la Gran Bretagna e l’Irlanda non applicano tuttavia la normativa Schengen integralmente. Altri quattro Stati membri dell’UE (Bulgaria, Romania, Cipro e Croazia) non applicano ancora integralmente la normativa Schengen. Lo spazio Dublino comprende tutti gli Stati membri dell’UE. Gli Stati associati – Svizzera, Norvegia, Islanda e Principato del Liechtenstein – sono gli unici Stati non membri dell’UE che applicano integralmente la normativa Schengen e Dublino (stato febbraio 2019). Tutti questi Stati devono trasporre nel loro diritto la direttiva UE sulle armi.

4) Articolo 7 dell’Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione Svizzera, l’Unione europea e la Comunità europea, riguardante l’associazione della Svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen; RS 0.362.31 ( admin.ch > Diritto federale > Raccolta sistematica).

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»

Qual è stato il risultato della votazione «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)»?
Il 19.05.2019, «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)» è stato accettato con 1'501'880 sì contro 854'274 no. La partecipazione è stata del 45.5%.
Come hanno votato i cantoni su «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)»?
Il sì più forte è arrivato da Basilea Città (75.0%), il no più forte da Ticino (45.5%).
«Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)» è stato accettato?
«Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)» è stato accettato a livello nazionale il 19.05.2019.