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Votazione popolare · 08.03.2026Oggetto federale

Iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»

Votazioni2026
38.1% SìNo 61.9%
Votazioni
Respinto
Sì
38.1% 1'188'459
No
61.9% 1'934'819
Maggioranza dei cantoni
0 / 23
Partecipazione
57.8%

Risultato ponderato per schede su 2117 comuni

Contesto

Le economie domestiche pagano oggi un canone radiotelevisivo di 335 franchi all’anno. Anche le imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto pagano un canone, se la loro cifra d’affari è pari o superiore a 500 000 franchi; l’importo è stabilito in base alla cifra d’affari. Con il canone è finanziato principalmente il mandato di servizio pubblico della Società svizzera di radiotelevisione (SSR). A seguito dell’iniziativa « 200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) », il Consiglio federale ha constatato la necessità di agire e ha elaborato un controprogetto che prevede una riduzione progressiva a 300 franchi del canone delle economie domestiche entro il 2029 e uno sgravio anche per le imprese: dal 2027 continuerà a pagare il canone solo circa il 20 per cento delle imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto. La SSR deve dunque risparmiare e propor-re un’offerta ridotta, ma comunque di buona qualità. In tal modo i media privati avranno più margine d’azione.

L’iniziativa

L’iniziativa intende ridurre i mezzi a disposizione della SSR in misura maggiore rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale. La SSR dovrebbe limitarsi a fornire « un servizio indispensabile alla collettività ». L’iniziativa prevede di ridurre il canone per le economie domestiche a 200 franchi all’anno e di esentare tutte le imprese dall’obbligo di pagarlo. L’iniziativa concerne esclusivamente la SSR; le radio locali e le televisioni regionali che ricevono fondi provenienti dalla riscossione del canone radiotelevisivo non ne sono toccate.

Domanda sulla scheda

Volete accettare l’iniziativa popolare « 200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) »?

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale

Risultato per comune

quota di sì per comune
NoSìNessun risultato

Risultato per distretto

quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutri
NoSìNessun risultato

Risultato per distretto

Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no

Come hanno votato i cantoni

quota di sì per comune

Questo oggetto richiedeva la maggioranza del popolo E quella dei cantoni. Sei cantoni contano per mezzo voto (art. 142 Cost.).

0 su 23 cantoni — Respinto
NoSìNessun risultato
#CantoneQuota di sìPartecipazioneComuni
1Svitto48.9%60.9%30
2Ticino46.7%60.2%100
3Sciaffusa44.9%74.3%26
4Appenzello Interno44.4%54.4%5
5Turgovia44.0%57.7%80
6San Gallo43.3%56.8%75
7Vallese43.0%55.2%122
8Appenzello Esterno42.9%59.3%20
9Glarona42.2%51.8%3
10Nidvaldo42.0%62.5%11
11Argovia42.0%56.3%196
12Obvaldo41.3%63.2%7
13Soletta39.8%55.2%104
14Zugo39.4%61.4%11
15Uri39.3%51.6%19
16Lucerna37.2%59.3%79
17Friburgo36.5%58.3%119
18Grigioni36.3%55.9%100
19Ginevra35.9%57.5%45
20Basilea Campagna35.8%55.3%86
21Zurigo35.6%61.7%160
22Berna35.3%54.6%329
23Giura34.6%48.5%51
24Neuchâtel33.3%51.2%24
25Vaud32.9%64.0%300
26Basilea Città28.9%62.7%3

Posizioni

Raccomandazioni secondo le spiegazioni

Raccomandazione del comitato d’iniziativa

RaccomandazioneSì

Secondo il comitato, la popolazione e molte imprese in Svizzera pagano il canone più alto al mondo. Esso ritiene che tale importo non sia giustificato. L’iniziativa sgrava le economie domestiche così come le piccole e medie imprese, lasciando a tutti più denaro per vivere. A suo avviso la SSR dovrebbe inoltre tornare a concentrarsi sul fulcro del suo mandato.

iniziativa-ssr.ch

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento

RaccomandazioneNo

Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa. A loro avviso si spinge troppo lontano. Anche il controprogetto deciso dal Consiglio federale sgrava le economie domestiche e le imprese; contrariamente all’iniziativa è però moderato, in modo che la SSR potrà continuare a garantire il servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche.

admin.ch/iniziativa-ssr

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Voto in Parlamento

SìNoAstensioni
Consiglio nazionale761155
Consiglio degli Stati7371

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.

Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.

Contesto Sistema di riscossione del canone

Il canone radiotelevisivo deve essere pagato dalle economie domestiche e dalle imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto che hanno una cifra d’affari pari o superiore a 500 000 franchi. La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) e determinate radio locali e televisioni regionali ricevono fondi provenienti dalla riscossione del canone per adempiere il loro mandato di prestazioni. Il Consiglio federale stabilisce l’importo del canone, lo verifica periodicamente e lo adegua in caso di mutate necessità. A seguito dell’iniziativa « 200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) », il Consiglio federale ha constatato la necessità di agire e ha deciso, mediante un controprogetto, una serie di sgravi per le economie domestiche e le imprese.

Sgravio delle economie domestiche

Attualmente per le economie domestiche il canone ammonta a 335 franchi all’anno. Il Consiglio federale lo ridurrà progressivamente a 300 franchi entro il 2029.

Mostra tutto il testo

Sgravio delle imprese

L’importo del canone per le imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto dipende dalla loro cifra d’affari. Il Consiglio federale aumenterà la soglia della cifra d’affari a partire dalla quale le imprese devono pagare il canone, portandola da 500 000 franchi a 1,2 milioni. Dal 2027 il canone sarà dunque pagato solo da un’impresa assoggettata all’imposta sul valore aggiunto su cinque anziché da una su tre [1]. Attualmente le imprese che non sono assoggettate all’imposta sul valore aggiunto non pagano alcun canone e continueranno a non doverlo pagare neppure in futuro.

Mandato della SSR

La maggior parte del canone è versato alla SSR, per la quale costituisce circa l’80 per cento delle sue entrate. La SSR è tenuta, per legge e conformemente alla sua concessione, a offrire programmi radiotelevisivi e contenuti online equivalenti in tutte le regioni linguistiche. Tale obbligo concerne trasmissioni e offerte nei settori dell’informazione, della cultura, della formazione, dell’intrattenimento e dello sport. Il Consiglio federale impone alla SSR di investire almeno il 50 per cento delle entrate provenienti dal canone nel settore dell’informazione. Inoltre, le offerte della SSR devono promuovere la comprensione, la coesione e lo scambio tra le regioni del Paese, le comunità linguistiche, le culture, le religioni e i vari gruppi sociali. La SSR deve altresì tenere in considerazione le peculiarità del nostro Paese e le esigenze dei Cantoni.

Da chi è composta la SSR

La SSR è composta da varie unità aziendali che comprendono la Schweizer Radio und Fernsehen (SRF) nella Svizzera tedesca, la Radio Télévision Suisse (RTS) nella Svizzera francese, la Radiotelevisione svizzera (RSI) nella Svizzera italiana e la Radiotelevisiun Svizra Rumantscha (RTR) nella Svizzera romancia.

Fruizione e valutazione

Diversi milioni di persone fruiscono quotidianamente delle offerte radiotelevisive della SSR [2]. Da anni il pubblico è per lo più soddisfatto dei programmi e di queste offerte [3].

Richieste dell’iniziativa Meno denaro alla SSR

Riducendo i fondi provenienti dal canone l’iniziativa intende ridimensionare la SSR e circoscriverne l’offerta a quella di base indispensabile per la collettività. Essa chiede di limitare il canone delle economie domestiche a 200 franchi all’anno; inoltre, le imprese non dovranno versare più alcun canone. Con il ridimensionamento della SSR e l’eliminazione delle prestazioni pubblicistiche l’iniziativa mira a rafforzare la libertà imprenditoriale degli offerenti privati.

I media privati non sono toccati dall’iniziativa

L’iniziativa riguarda esclusivamente la SSR. Le radio locali e le televisioni regionali private alle quali spetta altresì una quota del canone radiotelevisivo continueranno a ricevere l’importo previsto attualmente. Anche altre imprese che hanno diritto per legge a una quota del canone non sono interessate dall’iniziativa.

Controprogetto del Consiglio federale

Per il Consiglio federale e il Parlamento l’iniziativa SSR si spinge troppo lontano. Anche il Consiglio federale ritiene che sia necessario agire riguardo alla SSR: nel controprogetto prevede dunque, oltre allo sgravio delle economie domestiche e delle imprese, l’adeguamento del suo mandato. In futuro l’azienda dovrà in primo luogo occuparsi dei settori dell’informazione, della cultura e della formazione. Nel settore dell’intrattenimento e dello sport dovrà tenere in considerazione i media svizzeri privati, colmando soprattutto le lacune della loro offerta. Nel settore online dovrà concentrarsi maggiormente sui contenuti audiovisivi.

SSR in ristrutturazione

Sempre meno persone ascoltano la radio e guardano la televisione tradizionali. La SSR adatta pertanto la propria offerta per raggiungere la popolazione anche su Internet e sui media sociali. Al momento sta già attuando il mandato di risparmio conferitole dal Consiglio federale. Secondo le informazioni fornite dalla stessa emittente, il budget della SSR diminuirà del 17 per cento entro il 2029 [4].

Conseguenze dell'iniziativa Dimezzamento dei fondi per la SSR

In caso di accettazione dell’iniziativa la SSR dovrebbe ridurre notevolmente i propri programmi e cancellare trasmissioni. In particolare diminuirebbe l’attività giornalistica dalle regioni e talune sedi esistenti sarebbero chiuse. Inoltre, difficilmente la SSR potrebbe continuare a offrire trasmissioni di intrattenimento e programmi sportivi. Secondo stime dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) [5], dal 2029 la SSR riceverebbe ancora circa 630 milioni di franchi provenienti dal canone, ossia circa la metà dell’importo odierno.

Indebolimento della cultura svizzera

L’iniziativa avrebbe ripercussioni anche sulla cultura svizzera, oggi promossa dalla SSR. Ad esempio, il settore cinematografico e musicale riceverebbe un minore sostegno; le associazioni musicali e culturali avrebbero minori possibilità di comparire nelle trasmissioni della SSR.

I fondi per la pubblicità finiscono all’estero

La SSR potrebbe perdere spettatori se la sua offerta divenisse meno attrattiva a causa della diminuzione dei mezzi a disposizione. Una contrazione della fruizione dei programmi della SSR comporterebbe anche una diminuzione delle entrate pubblicitarie. Questi fondi potrebbero defluire all’estero verso le grandi aziende tecnologiche come Alphabet (Google e YouTube) e Meta (Facebook, Instagram e Whatsapp).

Conseguenze per la democrazia

Per funzionare la democrazia diretta necessita di cittadini ben informati. La SSR ha un mandato d’informazione e fornisce un importante contributo alla formazione democratica dell’opinione pubblica e della volontà. In caso di accettazione dell’iniziativa, la SSR non potrebbe più fornire questa prestazione come finora.

Conseguenze economiche

Se il canone fosse ridotto come richiesto dall’iniziativa, uno studio di BAK Economics stima che dovrebbero essere soppressi 3000 posti di lavoro presso la SSR e ulteriori 3000 andrebbero persi in altre aziende come conseguenza indiretta della riduzione del canone (autori, attori, ditte di produzione dell’industria audiovisiva, edilizia, ristorazione ecc.) [6]. In caso di accettazione dell’iniziativa la SSR non sarebbe più in grado di finanziare l’odierno sistema federale che prevede sette sedi di produzione principali e 17 uffici regionali. [7] Il citato studio ritiene che la SSR sarebbe obbligata a centralizzare in un’unica sede la produzione, a scapito delle regioni linguistiche minoritarie.

[1] Dati dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, stato 2023.

[2] Mediapulse dati annuali 2024 (Mediapulse raccoglie dati sulla fruizione dei programmi radiotelevisivi e delle offerte online; mediapulse.ch > Dati > Dati annuali).

[3] Sondaggio sul pubblico dei media elettronici, rilevamento su mandato dell’Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM ( bakom.admin.ch/it > Media > Studi > Ricerca in materia di vigilanza). Anche l’annuario sulla qualità dei media dell’Università di Zurigo constata nei propri rapporti che le offerte della SSR sono caratterizzate da un’elevata qualità e che l’azienda gode di grande fiducia.

[4] « La SSR si riorganizza e compatta le forze », comunicato stampa della SSR del 30 giugno 2025 ( srgssr.ch > News e Media).

[5] Messaggio del Consiglio federale del 19 giugno 2024 concernente l’iniziativa popolare « 200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) »; FF 2024 1720 n. 4.2.1 ( fedlex.admin.ch > Edizioni del Foglio federale > 2024 > Luglio > 138).

[6] BAK Economics (2024): L’importanza economica della SSR. Un’analisi d’impatto macroeconomico commissionato dall’Ufficio federale delle comunicazioni UFCOM ( bakom.admin.ch/it > Media> Studi).

[7] a Soletta, Aarau, Briga, Lucerna, Sciaffusa, San Gallo, Moutier, Bienne, Friburgo, Delémont, Neuchâtel, Sion, Disentis-Mustér, Ilanz, Savognin, Samedan e Scuol.

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»

Testo in votazione

BBl 2025 2887
Mostra il testo

Decreto federale concernente l’iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»

del 26 settembre 2025

L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera,

visto l’articolo 139 capoverso 5 della Costituzione federale; esaminata l’iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)», depositata il 10 agosto 2023; visto il messaggio del Consiglio federale del 19 giugno 2024,

decreta:

Art. 1

1 L’iniziativa popolare del 10 agosto 2023 «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» è valida ed è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni.

2 L’iniziativa ha il tenore seguente:

La Costituzione federale è modificata come segue:

Art. 93 cpv. 6

6 Per finanziare i programmi radiotelevisivi che forniscono un servizio indispensabile alla collettività, la Confederazione riscuote un canone annuo di 200 franchi esclusivamente dalle economie domestiche di tipo privato. Le persone giuridiche, le società di persone e le imprese individuali non pagano alcun canone.

Art. 197 n. 15

15. Disposizione transitoria dell’art. 93 cpv. 6 (Radiotelevisione)

1 I proventi totali del canone sottostanno alle regole della perequazione finanziaria tra le regioni linguistiche vigenti prima dell’entrata in vigore della presente modifica costituzionale, al fine di permettere la diffusione di programmi di pari livello e di qualità elevata per le minoranze linguistiche.

2 La quota del canone spettante alle emittenti radiotelevisive regionali private corrisponde almeno all’importo definito nelle loro concessioni prima dell’entrata in vigore della presente modifica costituzionale.

3 Se il numero delle economie domestiche assoggettate aumenta, l’importo del canone va ridotto di conseguenza, in modo che i proventi totali del canone rimangano costanti. L’eventuale riduzione del canone avviene ogni cinque anni. Può essere preso in considerazione il rincaro.

4 I principi sanciti dagli articoli 93 capoverso 6 e 197 numero 15 capoversi 1–3 costituiscono norme direttamente applicabili e sono applicati da tutte le autorità incaricate dell’applicazione del diritto e dai tribunali, a prescindere dall’articolo 190.

5 L’Assemblea federale emana le disposizioni d’esecuzione dell’articolo 93 capo-verso 6 entro 18 mesi dall’accettazione di detto articolo da parte del Popolo e dei Cantoni, nel rispetto dell’articolo 197 numero 15 capoversi 1–3. Se le disposizioni d’esecuzione non entrano in vigore entro tale termine, il Consiglio federale le emana mediante ordinanza e le pone in vigore allo scadere di tale termine. L’ordinanza ha effetto sino all’entrata in vigore delle disposizioni d’esecuzione emanate dall’Assemblea federale.

Art. 2

L’Assemblea federale raccomanda al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa.

Consiglio nazionale, 26 settembre 2025

La presidente: Maja Riniker Il segretario: Pierre-Hervé Freléchoz

Consiglio degli Stati, 26 settembre 2025

Il presidente: Andrea Caroni La segretaria: Martina Buol

Testo in votazione su Fedlex (BBl 2025 2887)

Fonte: Fedlex, BBl 2025 2887 — testo ufficiale

Qual è stato il risultato della votazione «Iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»»?
Il 08.03.2026, «Iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»» è stato respinto con 1'188'459 sì contro 1'934'819 no. La partecipazione è stata del 57.8%.
Come hanno votato i cantoni su «Iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»»?
Il sì più forte è arrivato da Svitto (48.9%), il no più forte da Basilea Città (28.9%).
«Iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»» è stato accettato?
«Iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)»» è stato respinto a livello nazionale il 08.03.2026.