Iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull’allevamento intensivo)»
Votazioni2022Risultato ponderato per schede su 2117 comuni
Contesto
La Svizzera dispone di una legge sulla protezione degli animali fra le più severe al mondo. La dignità e il benessere degli animali sono tutelati, indipendentemente dal numero di capi detenuti in un allevamento. Inoltre, la Confederazione promuove, come sancito nella Costituzione, forme di produzione agricola particolarmente in sintonia con la natura e rispettose dell’ambiente e degli animali. Sempre più animali da reddito vivono in stalle che rispondono alle loro esigenze e hanno regolarmente accesso a spazi esterni.
Il progetto
L’iniziativa vuole che la tutela della dignità degli animali da reddito quali bovini, polli o suini sia sancita dalla Costituzione. Intende inoltre vietare l’allevamento intensivo, poiché questo tipo di allevamento lederebbe sistematicamente il benessere degli animali. La Confederazione dovrebbe stabilire requisiti minimi più severi in materia di ricovero e cura rispettosi degli animali, di accesso a spazi esterni, di macellazione nonché relativi alle dimensioni massime del gruppo per stalla. Tali requisiti dovrebbero soddisfare almeno le direttive Bio Suisse 2018 e tutte le aziende agricole sarebbero tenute a rispettarle nell’ambito dell’allevamento di animali. Questi requisiti si applicherebbero anche all’importazione di animali e prodotti animali, nonché di derrate alimentari con ingredienti di origine animale. Ciò comporterebbe la violazione di accordi con importanti partner commerciali. Ne conseguirebbero maggiori costi d’investimento e d’esercizio, controlli onerosi nelle aziende estere e un rincaro delle derrate di origine animale.
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Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale
Risultato per comune
quota di sì per comuneSì più forte
BFSNo più forte
BFSRisultato per comune
Top 10Risultato per distretto
quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutriRisultato per distretto
Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no| # | Distretto | Quota di sì | Cantone |
|---|---|---|---|
| 1 | Bezirk Zürich | 62.7% | ZH |
| 2 | Wahlkreis Luzern-Stadt | 54.1% | LU |
| 3 | Bezirk Solothurn | 53.9% | SO |
| 4 | District de Lausanne | 48.6% | VD |
| 5 | Verwaltungskreis Bern-Mittelland | 47.5% | BE |
| 6 | Verwaltungskreis Biel/Bienne | 47.4% | BE |
| 7 | Bezirk Winterthur | 46.1% | ZH |
| 8 | Bezirk Schaffhausen | 45.2% | SH |
| 9 | Bezirk Dorneck | 44.6% | SO |
| 10 | Bezirk Uster | 43.9% | ZH |
Come hanno votato i cantoni
quota di sì per comuneQuesto oggetto richiedeva la maggioranza del popolo E quella dei cantoni. Sei cantoni contano per mezzo voto (art. 142 Cost.).
| # | Cantone | Quota di sì | Partecipazione | Comuni |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Basilea Città | 55.2% | 59.9% | 3 |
| 2 | Ginevra | 47.3% | 55.7% | 45 |
| 3 | Zurigo | 46.6% | 54.8% | 160 |
| 4 | Sciaffusa | 40.0% | 71.6% | 26 |
| 5 | Basilea Campagna | 39.6% | 54.1% | 86 |
| 6 | Berna | 38.6% | 55.5% | 329 |
| 7 | Soletta | 37.5% | 53.4% | 104 |
| 8 | Glarona | 36.7% | 46.1% | 3 |
| 9 | Neuchâtel | 36.1% | 55.2% | 24 |
| 10 | Argovia | 35.5% | 52.1% | 196 |
| 11 | Grigioni | 34.8% | 51.2% | 100 |
| 12 | Appenzello Esterno | 34.5% | 58.3% | 20 |
| 13 | Ticino | 34.5% | 54.4% | 100 |
| 14 | Vaud | 34.5% | 60.5% | 300 |
| 15 | San Gallo | 33.5% | 54.0% | 75 |
| 16 | Zugo | 33.0% | 59.2% | 11 |
| 17 | Lucerna | 32.2% | 61.0% | 79 |
| 18 | Turgovia | 31.1% | 56.0% | 80 |
| 19 | Giura | 27.6% | 56.4% | 51 |
| 20 | Friburgo | 27.1% | 56.9% | 119 |
| 21 | Nidvaldo | 26.8% | 57.3% | 11 |
| 22 | Uri | 25.1% | 53.0% | 19 |
| 23 | Svitto | 25.1% | 58.9% | 30 |
| 24 | Vallese | 23.9% | 53.0% | 122 |
| 25 | Obvaldo | 23.7% | 59.7% | 7 |
| 26 | Appenzello Interno | 21.6% | 55.4% | 5 |
Posizioni
Raccomandazioni secondo le spiegazioniRaccomandazione del comitato d’iniziativa
RaccomandazioneSì
La legge sulla protezione degli animali è spesso definita esemplare. Il comitato ritiene tuttavia che la realtà nell’agricoltura sia ben diversa. L’iniziativa chiede quindi ricovero e cura rispettosi degli animali, l’accesso regolare a spazi esterni, gruppi più piccoli e una macellazione rispettosa.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento
RaccomandazioneNo
Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa. Gli animali da reddito sono già tutelati molto bene. Sempre più animali sono detenuti in modo particolarmente rispettoso. Il divieto d’importazione per prodotti che non rispettano gli standard bio di allevamento sarebbe estremamente oneroso da far rispettare. Il prezzo di molte derrate alimentari aumenterebbe.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Voto in Parlamento
| Sì | No | Astensioni | |
|---|---|---|---|
| Consiglio nazionale | 77 | 106 | 8 |
| Consiglio degli Stati | 8 | 32 | 1 |
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.
Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.
Contesto
Legge sulla protezione degli animali
La Svizzera dispone di regolamentazioni sulla protezione degli animali fra le più severe e dettagliate al mondo. La dignità e il benessere degli animali sono tutelati per legge. Nessuno ha il diritto di infliggere ingiustificatamente dolori, sofferenze o lesioni a un animale, di porlo in stato di ansietà o di ledere in altro modo la sua dignità. È vietato maltrattare, trascurare o affaticare inutilmente gli animali; la violazione di questi divieti può essere punita severamente.
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Benessere degli animali nell’agricoltura
La protezione degli animali deve essere garantita in ambito agricolo, indipendentemente dal numero di animali detenuti in un determinato luogo. La Costituzione stabilisce inoltre che agli agricoltori spettano incentivi supplementari se la loro produzione è particolarmente in sintonia con la natura e rispettosa dell’ambiente e degli animali. Da oltre 25 anni la Confederazione promuove pertanto la stabulazione particolarmente rispettosa degli animali e la loro uscita regolare all’aperto. Nel 2020, il 62 per cento degli animali da reddito vivevano in stalle che rispondevano alle loro esigenze, mentre dieci anni prima erano poco meno del 46 per cento. Il 78 per cento potevano uscire regolarmente all’aperto, mentre dieci anni prima la percentuale era solo del 72 per cento [1].
Numero massimo di animali per azienda
La legge disciplina il numero massimo di suini, pollame e vitelli da ingrasso che possono essere detenuti da un’azienda agricola (v. tabella). Queste disposizioni hanno tuttavia in primo luogo lo scopo di tutelare l’ambiente. Nell’ambito della protezione degli animali l’attenzione si concentra sul singolo animale, che deve essere tutelato indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda agricola.
Richieste dell’iniziativa Divieto dell’allevamento intensivo
Il comitato d’iniziativa chiede una disposizione costituzionale che tuteli la dignità dell’animale in ambito agricolo. L’allevamento intensivo deve essere vietato. L’iniziativa lo definisce un «allevamento industriale finalizzato alla produzione più efficiente possibile di prodotti animali, nell’ambito del quale il benessere degli animali è leso sistematicamente».
Requisiti minimi per l’allevamento
In caso di accettazione dell’iniziativa, la Confederazione sarà obbligata a stabilire requisiti minimi più severi riguardanti il ricovero e la cura rispettosi dell’animale, l’accesso a spazi esterni, la macellazione e le dimensioni massime del gruppo per stalla. Quale standard minimo si applicheranno le direttive Bio Suisse 2018 [2].
Standard bio anche per le importazioni
Le severe prescrizioni bio in materia di allevamento si applicherebbero anche ai prodotti d’importazione. Le derrate alimentari di origine animale che non le rispettano non potrebbero più essere importate. Non si tratterebbe soltanto di prodotti quali carne, uova, latte o formaggio, ma anche di derrate alimentari che contengono ingredienti di origine animale, come pasta all’uovo, prodotti di panetteria o cioccolato. La Confederazione dovrebbe istituire un sistema di controllo per le importazioni e i controlli risulterebbero molto onerosi. Oggi, per esempio, oltre il 40 per cento della carne di pollame e delle uova proviene dall’estero [3].
Termini transitori sino a 25 anni
Il Parlamento avrebbe tre anni di tempo per emanare le disposizioni richieste. Alle aziende potrebbero essere concessi termini transitori sino a 25 anni, ad esempio per adottare misure edilizie.
Conseguenze dell’iniziativa
Ripercussioni sulle aziende
L’iniziativa avrebbe un notevole impatto sulle aziende agricole. Circa 3300 di queste dovrebbero diminuire l’effettivo di animali oppure aumentare le superfici aziendali. I costi di allevamento aumenterebbero; molte aziende dovrebbero effettuare cospicui investimenti. Secondo stime commissionate dalla Confederazione, i costi supplementari totali oscillerebbero tra 0,4 e 1,1 miliardi di franchi [4].
Ripercussioni sui consumatori
L’iniziativa si ripercuoterebbe anche sui consumatori. Sarebbero disponibili unicamente derrate alimentari quali carne, uova, latte o formaggio provenienti da allevamenti che rispettano lo standard bio, e lo stesso varrebbe per le derrate contenenti ingredienti di origine animale. In tal modo la libertà di scelta risulterebbe limitata. A causa dei requisiti più elevati, il prezzo delle derrate alimentari e degli ingredienti di origine animale potrebbe aumentare.
Ripercussioni sull’ambiente
L’iniziativa potrebbe condurre a una riduzione del numero di animali e a un aumento delle importazioni di origine animale. Questo ridurrebbe le emissioni di ammoniaca in Svizzera, ma non a livello mondiale. L’ammoniaca è un inquinante atmosferico rilasciato dagli escrementi degli animali e dannoso per gli ecosistemi sensibili. Diminuirebbero anche le emissioni dei gas serra metano e protossido di azoto. Per mantenere inalterata la produzione, le aziende agricole dovrebbero costruire nuove stalle e sacrificare dunque superficie agricola utile.
Ripercussioni sugli accordi internazionali
Il divieto d’importazione per i prodotti che non soddisfano gli standard bio di allevamento violerebbe determinati accordi commerciali internazionali, fra l’altro con l’UE. Simili regolamentazioni delle importazioni potrebbero inoltre portare a conflitti con l’Organizzazione mondiale del commercio e con gli Stati con cui la Svizzera ha concluso accordi di libero scambio. Tutto ciò potrebbe avere conseguenze anche sulle esportazioni svizzere.
1 Vi sono differenze a seconda della specie animale: nel 2020 l'85 per cento dei bovini, il 51 per cento dei suini e il 44 per cento del pollame da reddito avevano regolare accesso a spazi esterni. Il 60 per cento dei bovini, il 68 per cento dei suini e il 94 per cento del pollame da reddito beneficiavano di una stabulazione particolarmente rispettosa. Le quote non sono calcolate per animale, ma per unità di bestiame grosso. Si veda il Rapporto agricolo 2021 ( agrarbericht.ch/it > Politica > Pagamenti diretti > Contributi per i sistemi di produzione)
2 Direttive Bio Suisse 2018 ( iai.bio-suisse.ch > Direttive Bio Suisse 2018)
3 Rapporto agricolo 2021 ( agrarbericht.ch/it > Mercato > Evoluzione dei mercati > Grado di autoapprovvigionamento)
4 Analisi d’impatto della regolamentazione sull’iniziativa sull’allevamento intensivo e controprogetto diretto, rapporto finale del 27 aprile 2021 di Quirin Oberpriller, Anna Vettori, Jürg Heldenstab e Thomas von Stokar (INFRAS) ( usav.admin.ch > L’USAV > Basi legali ed esecutive > Votazioni > Iniziativa sull’allevamento intensivo)
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»
Testo in votazione
BBl 2022 700Il testo ufficiale è pubblicato integralmente su Fedlex.
Testo in votazione su Fedlex (BBl 2022 700)
Fonte: Fedlex, BBl 2022 700 — testo ufficiale
- Qual è stato il risultato della votazione «Iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull’allevamento intensivo)»»?
- Il 25.09.2022, «Iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull’allevamento intensivo)»» è stato respinto con 1'062'703 sì contro 1'799'088 no. La partecipazione è stata del 55.7%.
- Come hanno votato i cantoni su «Iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull’allevamento intensivo)»»?
- Il sì più forte è arrivato da Basilea Città (55.2%), il no più forte da Appenzello Interno (21.6%).
- «Iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull’allevamento intensivo)»» è stato accettato?
- «Iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull’allevamento intensivo)»» è stato respinto a livello nazionale il 25.09.2022.