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Votazione popolare · 15.05.2022Oggetto federale

Modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (Legge sul cinema, LCin)

Votazioni2022
58.4% SìNo 41.6%
Votazioni
Accettato
Sì
58.4% 1'255'038
No
41.6% 893'370
Partecipazione
39.4%

Risultato ponderato per schede su 2117 comuni

Contesto

Le emittenti televisive svizzere sono obbligate a investire il quattro per cento della loro cifra d’affari nella creazione cinematografica nazionale. Forniscono in tal modo un importante contributo alla produzione nazionale di film. Sempre più spesso tuttavia i film e le serie sono fruibili, a richiesta, anche su Internet (streaming). Finora in Svizzera per i servizi di streaming, attivi perlopiù a livello mondiale, non vige nessun obbligo d’investimento.

Il progetto

La modifica della legge sul cinema prevede di estendere anche ai servizi di streaming l’obbligo di investire il quattro per cento della cifra d’affari realizzata in Svizzera nella creazione cinematografica nazionale. Essi potranno partecipare direttamente alla produzione di film e serie svizzeri oppure versare una tassa sostitutiva a favore della promozione del cinema svizzero. Inoltre dovranno riservare il 30 per cento del loro catalogo a film e serie prodotti in Europa. Contro questa modifica di legge è stato chiesto il referendum.

Domanda sulla scheda

Volete accettare la modifica del 1° ottobre 2021 della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (Legge sul cinema, LCin)?

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale

Risultato per comune

quota di sì per comune
NoSìNessun risultato
#ComuneQuota di sìCantone
1Mauraz100.0%VD
2Rivaz89.8%VD
3Saint-Saphorin87.4%VD
4Les Clées86.9%VD
5Allaman86.4%VD
6Dizy84.1%VD
7Pompaples84.1%VD
8Villars-sous-Yens83.0%VD
9Blonay - Saint-Légier83.0%VD
10Lussy-sur-Morges82.5%VD

Risultato per distretto

quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutri
NoSìNessun risultato

Risultato per distretto

Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no
#CantoneQuota di sìPartecipazioneComuni
1Vaud76.1%40.9%300
2Ginevra74.6%47.4%45
3Neuchâtel70.5%36.6%24
4Basilea Città66.2%51.6%3
5Giura64.9%44.2%51
6Friburgo63.9%33.0%119
7Berna59.7%33.8%329
8Vallese59.0%38.0%122
9Ticino58.1%40.6%100
10Grigioni56.6%45.9%100
11Lucerna56.0%39.0%79
12Basilea Campagna55.9%38.9%86
13Zurigo55.6%46.2%160
14Soletta53.7%39.4%104
15Argovia52.3%37.8%196
16Zugo52.0%45.3%11
17Appenzello Esterno52.0%41.8%20
18Glarona51.9%39.0%3
19San Gallo50.6%37.3%75
20Uri49.8%30.0%19
21Nidvaldo49.6%43.6%11
22Turgovia49.6%38.5%80
23Appenzello Interno47.8%32.9%5
24Obvaldo45.8%38.7%7
25Svitto42.4%43.4%30
26Sciaffusa42.2%64.2%26

Posizioni

Raccomandazioni secondo le spiegazioni

Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento

RaccomandazioneSì

Per il Consiglio federale e il Parlamento la modifica di legge colma una lacuna venutasi a create con la trasformazione digitale. Elimina infatti le disparità di trattamento tra emittenti televisive e servizi di streaming, rafforza la creazione cinematografica nazionale e contribuisce alla diversità culturale di un’offerta digitale sempre più ampia.

admin.ch/legge-sul-cinema

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Raccomandazione del comitato referendario

RaccomandazioneNo

Il comitato referendario ritiene ingiusto obbligare i servizi di streaming a proporre il 30 per cento di film europei. L’apprezzata offerta di film provenienti da tutto il mondo rimarrebbe infatti tagliata fuori. Il comitato è inoltre convinto che l’obbligo d’investimento imposto ai servizi di streaming provocherà un aumento delle tariffe di abbonamento.

no-alla-quota-sui-film.ch

Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»

Voto in Parlamento

SìNoAstensioni
Consiglio nazionale124673
Consiglio degli Stati3284

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.

Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.

Il cinema come patrimonio culturale

Il cinema nazionale dà un volto a un Paese e alla sua società. In Svizzera, così come in gran parte dell’Europa, la creazione cinematografica è quindi promossa dallo Stato. La Costituzione prevede espressamente questa possibilità per la Confederazione. Nel nostro Paese il sostegno è particolarmente importante dato che nelle singole regioni linguistiche i mercati del film sono molto limitati. Di conseguenza, l’industria cinematografica svizzera non può contare solo sulle sue forze. Oltre alla Confederazione e alle regioni, anche la SSR e le altre emittenti televisive svizzere contribuiscono alla produzione nazionale di film. Dal 2007 le emittenti private sono tenute a investire il quattro per cento della loro cifra d’affari nella creazione cinematografica nazionale [1].

Nuove abitudini di consumo

Oggi il consumo di film avviene sempre più spesso attraverso i servizi di streaming online. Per le produzioni di un piccolo Paese plurilingue come la Svizzera è difficile accedere al mercato mondiale e trovare spazio sulle piattaforme internazionali di streaming. In molti Paesi europei la situazione è diversa: essendo tenuti a investire nella creazione cinematografica locale, i servizi di streaming includono nella propria offerta sempre più film prodotti nel Paese in questione. In Svizzera per i servizi di streaming, attivi perlopiù a livello mondiale, non vige attualmente nessun obbligo di investire nella creazione cinematografica nazionale.

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Estensione dell’obbligo d’investimento

Il Consiglio federale e il Parlamento auspicano che in futuro oltre alle emittenti televisive anche i servizi di streaming nazionali ed esteri siano tenuti a investire nella creazione cinematografica nazionale il quattro per cento della cifra d’affari conseguita in Svizzera. La presente modifica di legge intende garantire la parità di trattamento tra questi servizi e le emittenti di programmi televisivi svizzeri. L’obbligo d’investimento si applicherà anche alle emittenti televisive estere che trasmettono blocchi pubblicitari destinati al pubblico elvetico (finestre pubblicitarie) e realizzano quindi guadagni grazie al mercato pubblicitario interno. Secondo le stime, con l’estensione dell’obbligo d’investimento la creazione cinematografica svizzera beneficerebbe ogni anno di 18 milioni di franchi in più [3].

Investimento o tassa sostitutiva

Gli operatori sono liberi di decidere in quali film o serie investire e in che modo farlo. Possono per esempio acquistare un film, partecipare alla sua produzione o commissionare la realizzazione di un film o di una serie da loro ideati. I film possono essere frutto di una produzione svizzera o di una coproduzione con altri Paesi. Gli operatori possono investire in film di fiction, documentari, film di animazione o serie televisive. Ogni quattro anni devono dimostrare di aver effettuato i dovuti investimenti. Se non è il caso, sono tenuti a compensare la differenza versando una tassa sostitutiva destinata alla promozione della cinematografia svizzera.

Contesto internazionale

In buona parte dei Paesi vicini i servizi di streaming sono soggetti a un obbligo d’investimento o all’obbligo di versare una tassa. Francia e Italia, per esempio, prevedono l’obbligo per i servizi di streaming di investire nella creazione cinematografica europea rispettivamente fino al 26 e al 20 per cento della loro cifra d’affari. Nessun obbligo d’investimento vige in Germania, dove si è optato esclusivamente per il pagamento di una tassa corrispondente al 2,5 per cento della cifra d’affari. In Austria invece non vi è né l’obbligo di investire né l’obbligo di pagare una tassa [4].

Quota di film europei

Dal 1993 le emittenti televisive svizzere ed europee sono obbligate a proporre almeno il 50 per cento di contenuti prodotti in Europa5. La modifica della legge sul cinema vuole introdurre una quota pari al 30 per cento per gli operatori di streaming. Lo scopo è quello di garantire la pluralità dell’offerta. Per i film svizzeri, invece, la legge non fissa nessuna quota.

[1] Sono escluse le piccole emittenti televisive. L’obbligo d’investimento si applica soltanto alle emittenti attive a livello nazionale o di regione linguistica che propongono film e le cui spese d’esercizio ammontano almeno a un milione di franchi.

[2] Stima dell’Ufficio federale della cultura

[3] Stima dell’Ufficio federale della cultura

[4] Osservatorio europeo dell’audiovisivo (2019): Mapping of national rules for the promotion of European works in Europe, pag. 60 segg., in inglese ( obs.coe.int/de/web/observatoire > Legal > Our publications > Mapping reports > Mapping of national rules for the promotion of European works in Europe).

[5] Sono escluse le piccole emittenti televisive. Tale quota si applica soltanto alle emittenti attive a livello nazionale o di regione linguistica.

Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»

Testo in votazione

BBl 2021 2326

Il testo ufficiale è pubblicato integralmente su Fedlex.

Testo in votazione su Fedlex (BBl 2021 2326)

Fonte: Fedlex, BBl 2021 2326 — testo ufficiale

Qual è stato il risultato della votazione «Modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (Legge sul cinema, LCin)»?
Il 15.05.2022, «Modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (Legge sul cinema, LCin)» è stato accettato con 1'255'038 sì contro 893'370 no. La partecipazione è stata del 39.4%.
Come hanno votato i cantoni su «Modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (Legge sul cinema, LCin)»?
Il sì più forte è arrivato da Vaud (76.1%), il no più forte da Sciaffusa (42.2%).
«Modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (Legge sul cinema, LCin)» è stato accettato?
«Modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (Legge sul cinema, LCin)» è stato accettato a livello nazionale il 15.05.2022.