Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e all’abrogazione dei regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (Sviluppo dell’acquis di Schengen)
Votazioni2022Risultato ponderato per schede su 2117 comuni
Contesto
La Svizzera fa parte della rete di sicurezza Schengen. L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) assiste a livello operativo gli Stati Schengen nella protezione delle frontiere esterne. La Svizzera collabora con Frontex da oltre dieci anni. Dalla fine del 2019 Frontex è in una fase di potenziamento nell’UE: il Consiglio federale e il Parlamento hanno deciso che la Svizzera parteciperà a tale ampliamento. Contro questa decisione è stato chiesto un referendum. Gli oppositori sostengono che finanziando l’Agenzia la Svizzera si rende corresponsabile di sue presunte violazioni dei diritti dell’uomo.
Il progetto
Con la riforma, Frontex disporrà di maggiori mezzi finanziari e di più personale. Avrà inoltre nuovi compiti nell’ambito dei rimpatri connessi con una decisione di allontanamento. Sarà inoltre aumentato il personale dell’Ufficio indipendente per i diritti fondamentali, che contribuisce a garantire il rispetto di questi diritti durante le operazioni alle frontiere esterne Schengen. Con il progetto del Consiglio federale e del Parlamento la Svizzera si impegna a contribuire a questa riforma. Il nostro Paese aumenterà gradualmente il suo contributo finanziario a Frontex e metterà anche a disposizione più personale e materiale. Se la Svizzera rifiuta questo sviluppo di Schengen, finisce automaticamente la sua cooperazione con gli Stati Schengen e Dublino, a meno che gli altri Stati dell’UE e la Commissione UE non decidano altrimenti.
Volete accettare il decreto federale del 1o ottobre 2021 che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e all’abrogazione dei regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (Sviluppo dell’acquis di Schengen)?
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale
Risultato per comune
quota di sì per comuneSì più forte
BFSNo più forte
BFSRisultato per comune
Top 10| # | Comune | Quota di sì | Cantone |
|---|---|---|---|
| 1 | Vinzel | 95.9% | VD |
| 2 | Villars-Epeney | 93.1% | VD |
| 3 | Pailly | 90.9% | VD |
| 4 | Bussy-sur-Moudon | 90.0% | VD |
| 5 | Chavannes-sur-Moudon | 89.8% | VD |
| 6 | Duillier | 89.2% | VD |
| 7 | Bougy-Villars | 88.7% | VD |
| 8 | Nusshof | 88.6% | BL |
| 9 | Ursins | 88.5% | VD |
| 10 | Kammersrohr | 88.2% | SO |
Risultato per distretto
quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutriRisultato per distretto
Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no| # | Distretto | Quota di sì | Cantone |
|---|---|---|---|
| 1 | Bezirk Meilen | 79.8% | ZH |
| 2 | District de Nyon | 79.5% | VD |
| 3 | District du Gros-de-Vaud | 79.4% | VD |
| 4 | District d'Entremont | 78.9% | VS |
| 5 | District de Lavaux-Oron | 78.8% | VD |
| 6 | Bezirk Höfe | 78.1% | SZ |
| 7 | Bezirk Arlesheim | 77.9% | BL |
| 8 | District d'Hérens | 77.9% | VS |
| 9 | Bezirk Horgen | 77.8% | ZH |
| 10 | District de Morges | 77.6% | VD |
| # | Cantone | Quota di sì | Partecipazione | Comuni |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Zugo | 77.1% | 45.1% | 11 |
| 2 | Friburgo | 75.2% | 32.8% | 119 |
| 3 | Vallese | 75.2% | 38.0% | 122 |
| 4 | Basilea Campagna | 75.1% | 38.8% | 86 |
| 5 | Nidvaldo | 74.4% | 43.6% | 11 |
| 6 | Vaud | 74.4% | 40.8% | 300 |
| 7 | Argovia | 72.9% | 37.8% | 196 |
| 8 | Turgovia | 72.9% | 38.4% | 80 |
| 9 | Obvaldo | 72.6% | 38.7% | 7 |
| 10 | Neuchâtel | 72.3% | 36.6% | 24 |
| 11 | Soletta | 72.2% | 39.3% | 104 |
| 12 | Grigioni | 72.2% | 45.9% | 100 |
| 13 | Zurigo | 71.9% | 46.1% | 160 |
| 14 | San Gallo | 71.7% | 37.2% | 75 |
| 15 | Giura | 71.7% | 44.4% | 51 |
| 16 | Lucerna | 71.6% | 38.9% | 79 |
| 17 | Appenzello Interno | 70.2% | 32.9% | 5 |
| 18 | Uri | 70.1% | 29.9% | 19 |
| 19 | Berna | 69.9% | 33.8% | 329 |
| 20 | Appenzello Esterno | 69.9% | 41.7% | 20 |
| 21 | Glarona | 69.3% | 38.9% | 3 |
| 22 | Svitto | 68.7% | 43.3% | 30 |
| 23 | Sciaffusa | 67.4% | 64.2% | 26 |
| 24 | Basilea Città | 66.4% | 51.6% | 3 |
| 25 | Ticino | 66.3% | 40.6% | 100 |
| 26 | Ginevra | 63.5% | 47.4% | 45 |
Posizioni
Raccomandazioni secondo le spiegazioniRaccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento
RaccomandazioneSì
Per il Consiglio federale e il Parlamento è chiaro: Frontex è importante per il controllo delle frontiere esterne e la sicurezza dello spazio Schengen. E questo è anche nell’interesse della Svizzera. Con la sua partecipazione a Frontex il nostro Paese si assume le sue responsabilità e fornisce un contributo all’organizzazione dell’Agenzia. In caso di no, la Svizzera rischia di essere esclusa da Schengen/Dublino.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Raccomandazione del comitato referendario
RaccomandazioneNo
Per il comitato, Frontex è corresponsabile di casi di violenza, miseria e morte alle frontiere esterne dell’Europa. Ciononostante, si prevede di ampliare in modo considerevole Frontex, anche con i soldi della Svizzera. Chiunque è seriamente intenzionato a proteggere i profughi deve fermare il potenziamento di Frontex.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Voto in Parlamento
| Sì | No | Astensioni | |
|---|---|---|---|
| Consiglio nazionale | 88 | 80 | 28 |
| Consiglio degli Stati | 30 | 14 | 0 |
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.
Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.
Contesto
Dal 2008 la Svizzera partecipa a Schengen (cfr. riquadro «La Svizzera e Schengen/Dublino»). Fanno parte dello spazio Schengen la maggior parte dei Paesi membri dell’UE nonché la Norvegia, l’Islanda, la Svizzera e il Liechtenstein. In linea di principio, in questo spazio si viaggia liberamente; non vi sono controlli sistematici alla frontiera. Pertanto gli Stati Schengen cooperano strettamente in ambito di sicurezza, in particolare le autorità giudiziarie e di polizia. Tutti gli Stati sono corresponsabili per la protezione delle frontiere esterne dello spazio Schengen. L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) assiste gli Stati a livello operativo, anche nel controllo della migrazione. Il nostro Paese partecipa a Frontex dal 2011. La crisi migratoria del 2015 ha dimostrato che i mezzi finanziari e le risorse di personale di Frontex sono insufficienti. L’UE ha dunque deciso di potenziare ulteriormente l’Agenzia e sta attuando la riforma già dalla fine del 2019. Con il progetto del Consiglio federale e del Parlamento la Svizzera contribuisce al potenziamento di Frontex.
Controllo delle frontiere esterne
Ogni singolo Stato Schengen è competente per il controllo delle sue frontiere esterne; la propria sovranità è rispettata. Frontex assiste gli Stati in questo compito, ad esempio nella lotta alla criminalità transfrontaliera, in ambito di migrazione incontrollata o in caso di rimpatrio connesso con una decisione di allontanamento. Se necessario, l’Agenzia mette a disposizione degli Stati specialisti o mezzi, come navi o aerei. Elabora inoltre analisi della situazione e le mette a disposizione degli Stati Schengen.
Mostra tutto il testo
Tutela dei diritti fondamentali
Frontex deve rispettare i diritti fondamentali. A tale scopo nel 2011 è stato creato l’Ufficio del responsabile dei diritti fondamentali e il forum consultivo sui diritti fondamentali. Dal 2021 anche due esperte svizzere coadiuvano il responsabile dei diritti fondamentali. Il forum consultivo, costituito tra l’altro da organizzazioni internazionali e non governative, fornisce consulenza all’Agenzia su questioni relative ai diritti fondamentali. I reclami possono essere presentati a Frontex o agli Stati Schengen. Tutte le segnalazioni concernenti eventuali violazioni dei diritti fondamentali sono trattate dall’Ufficio.
Ruolo della Svizzera Partecipazione finanziaria e in termini di personale
Da oltre dieci anni la Svizzera partecipa, finanziariamente e con personale, alle operazioni Frontex alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Confederazione e Cantoni mettono personale a disposizione dell’Agenzia, se necessario in uniforme e armato. Fino al 2021 la Svizzera ha fornito in media circa sei posti a tempo pieno all’anno. Il sostegno finanziario a Frontex avviene su base proporzionale, conformemente a quanto stabilito nell’accordo di associazione a Schengen e analogamente a quanto previsto in altri ambiti della cooperazione Schengen. Il contributo annuo è aumentato gradualmente; nel 2021 la Svizzera ha versato 24 milioni di franchi.
Controllo alla frontiera e sicurezza
Gli esperti messi a disposizione dal nostro Paese sostengono gli Stati Schengen in veste di specialisti in ambito di controllo dei documenti e di conducenti di cani oppure interrogando i migranti in arrivo. Ad esempio controllano se vi è un caso sospetto di tratta di esseri umani, di criminalità transfrontaliera o di terrorismo.
Rimpatrio
La Svizzera partecipa ai voli congiunti dell’UE coordinati e finanziati da Frontex per il rimpatrio di chi è oggetto di una decisione di allontanamento. In questo modo risparmia risorse e costi relativi al volo. Dal 2018 sostiene anche altri Stati Schengen nell’identificazione di persone obbligate a partire nell’ottenimento dei documenti di viaggio nonché nei rimpatri. Tali misure contribuiscono a garantire che le persone che devono lasciare lo spazio Schengen non si spostino da uno Stato Schengen all’altro. Le decisioni in materia di asilo e di allontanamento non sono prese da Frontex, ma dai singoli Stati.
Potere di codecisione nel consiglio di amministrazione
In quanto Stato associato a Schengen, la Svizzera è rappresentata nel consiglio di amministrazione di Frontex e partecipa al processo decisionale su temi che la riguardano direttamente, come ad esempio le questioni in materia di personale o di equipaggiamento. Nel consiglio di amministrazione la Svizzera si impegna anche a favore del rispetto dei diritti fondamentali.
Cosa cambia con il potenziamento di Frontex? Ripercussioni in termini di personale
Entro il 2027 Frontex dovrebbe avere a disposizione 10 000 persone al massimo per il controllo delle frontiere esterne di Schengen e per il settore del rimpatrio. Si tratta di 3000 collaboratori dell’Agenzia e di 7000 specialisti messi a disposizione dagli Stati Schengen. Questa riserva sarà impiegata soltanto in caso di necessità. Con la riforma, anche la Svizzera parteciperà maggiormente in termini di personale: presumibilmente entro il 2027, il suo contributo aumenterà gradualmente; a seconda del fabbisogno si stimano fino a circa 40 posti a tempo pieno [1].
Ripercussioni finanziarie
I contributi versati dalla Svizzera aumenteranno gradualmente fino al 2027 seguendo l’ampliamento dell’Agenzia. Dai 24 milioni di franchi del 2021 si stima che il contributo aumenterà a 61 milioni di franchi circa entro il 2027 [2].
Rafforzamento della tutela dei diritti fondamentali
Con la riforma il responsabile dei diritti fondamentali di Frontex disporrà di 40 osservatori che, distribuiti sul territorio, controlleranno le attività per verificare eventuali violazioni dei diritti fondamentali. In caso di violazioni adotteranno provvedimenti.
Che cosa succede in caso di rifiuto?
Se la Svizzera rifiuta la riforma, la sua cooperazione con gli Stati Schengen e Dublino finisce automaticamente, a meno che gli altri Stati dell’UE e la Commissione UE decidano altrimenti. La fine della cooperazione avrebbe gravi conseguenze per la sicurezza, il settore dell’asilo, il traffico di confine, il turismo e l’intera economia. Polizia e dogana non avrebbero più accesso ai sistemi di informazione e di ricerca di Schengen e Dublino. La Svizzera dovrebbe riesaminare le domande di asilo già respinte da un Paese europeo. Il confine svizzero diventerebbe una frontiera esterna dello spazio Schengen con controlli sistematici alla frontiera. Viaggiatori provenienti da Paesi non europei dovrebbero richiedere un visto per la Svizzera in aggiunta al visto Schengen, il che potrebbe dissuaderli dal visitare il nostro Paese. Secondo un rapporto del Consiglio federale, l’esclusione della Svizzera dalla partecipazione a Schengen/Dublino costerebbe all’economia svizzera miliardi di franchi all’anno [3].
[1] Messaggio del 26 agosto 2020 concernente il recepimento e la trasposizione del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e che abroga i regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (sviluppo dell’acquis di Schengen), nonché una modifica della legge sull’asilo; FF 2020 6219, n. 7.6 ( admin.ch > Diritto federale > Foglio federale > Edizioni del Foglio federale).
[2] Calcoli dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Il contributo annuo della Svizzera corrisponde al 4,5 % circa del budget di Frontex.
[3] Conseguenze economiche e finanziarie dell’associazione della Svizzera a Schengen. Rapporto del 21 febbraio 2018 del Consiglio federale in adempimento del postulato 15.3896; parlamento.ch > 15.3896 > Rapporto in adempimento dell’intervento parlamentare.
[4] Articolo 7 dell’Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione Svizzera, l’Unione europea e la Comunità europea, riguardante l’associazione della Svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen; RS 0.362.31 ( admin.ch > Diritto federale > Raccolta sistematica).
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»
Testo in votazione
BBl 2021 2333Il testo ufficiale è pubblicato integralmente su Fedlex.
Testo in votazione su Fedlex (BBl 2021 2333)
Fonte: Fedlex, BBl 2021 2333 — testo ufficiale
- Qual è stato il risultato della votazione «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e all’abrogazione dei regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (Sviluppo dell’acquis di Schengen)»?
- Il 15.05.2022, «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e all’abrogazione dei regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (Sviluppo dell’acquis di Schengen)» è stato accettato con 1'523'005 sì contro 607'673 no. La partecipazione è stata del 39.3%.
- Come hanno votato i cantoni su «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e all’abrogazione dei regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (Sviluppo dell’acquis di Schengen)»?
- Il sì più forte è arrivato da Zugo (77.1%), il no più forte da Ginevra (63.5%).
- «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e all’abrogazione dei regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (Sviluppo dell’acquis di Schengen)» è stato accettato?
- «Decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento del regolamento (UE) 2019/1896 relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e all’abrogazione dei regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 (Sviluppo dell’acquis di Schengen)» è stato accettato a livello nazionale il 15.05.2022.