Iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»
Votazioni2020Risultato ponderato per schede su 2116 comuni
Contesto
Le imprese svizzere sono tenute a rispettare anche all’estero i diritti umani e le norme ambientali internazionali. La Svizzera ha partecipato attivamente all’elaborazione di normative internazionali e ha preso misure per attuarle. I promotori dell’iniziativa ritengono tuttavia che queste misure siano troppo poco incisive. Hanno pertanto lanciato l’iniziativa per imprese responsabili, che prevede nuovi obblighi legali per le imprese svizzere.
Il progetto
L’iniziativa chiede che, nell’ambito della loro attività, le imprese svizzere siano tenute a rispettare anche all’estero i diritti umani e le norme ambientali riconosciuti a livello internazionale. A tal fine, esse devono verificare non solo le proprie attività ma anche quelle delle loro filiali, dei loro fornitori e dei loro partner commerciali. Se del caso devono adottare misure e renderne adeguatamente conto. Le imprese svizzere devono inoltre rispondere anche dei danni causati dalle imprese da esse controllate. Non devono risponderne, tuttavia, se dimostrano di aver usato la dovuta diligenza. Il Parlamento ha adottato un controprogetto indiretto all’iniziativa. Anch’esso prevede nuovi obblighi di rendere conto e di dovuta diligenza; le violazioni sono punite con la multa. Se l’iniziativa è bocciata, il controprogetto entra in vigore, sempre che non sia contestato con successo mediante referendum.
Volete accettare l’iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»?
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve» · Pagina ufficiale
Risultato per comune
quota di sì per comuneSì più forte
BFSNo più forte
BFSRisultato per comune
Top 10Risultato per distretto
quota di sì per distretto — le cifre distrettuali pubblicate dall’UST; i cantoni senza distretti restano neutriRisultato per distretto
Risultati per distretto come pubblicati dall’UST — top 10 sì / top 10 no| # | Distretto | Quota di sì | Cantone |
|---|---|---|---|
| 1 | District des Franches-Montagnes | 72.7% | JU |
| 2 | District de Delémont | 71.4% | JU |
| 3 | District de Lausanne | 71.4% | VD |
| 4 | District de Moutier | 68.1% | JU |
| 5 | Bezirk Zürich | 66.7% | ZH |
| 6 | District de l'Ouest lausannois | 64.3% | VD |
| 7 | District de la Sarine | 63.8% | FR |
| 8 | District de Porrentruy | 62.9% | JU |
| 9 | Wahlkreis Luzern-Stadt | 61.5% | LU |
| 10 | Verwaltungskreis Biel/Bienne | 60.9% | BE |
Come hanno votato i cantoni
quota di sì per comuneQuesto oggetto richiedeva la maggioranza del popolo E quella dei cantoni. Sei cantoni contano per mezzo voto (art. 142 Cost.).
| # | Cantone | Quota di sì | Partecipazione | Comuni |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Giura | 68.6% | 41.3% | 51 |
| 2 | Neuchâtel | 64.6% | 41.9% | 24 |
| 3 | Ginevra | 64.2% | 53.9% | 45 |
| 4 | Basilea Città | 61.9% | 61.7% | 3 |
| 5 | Vaud | 59.8% | 50.3% | 300 |
| 6 | Friburgo | 56.6% | 45.7% | 119 |
| 7 | Berna | 54.5% | 45.6% | 328 |
| 8 | Ticino | 54.2% | 45.0% | 100 |
| 9 | Zurigo | 52.8% | 51.2% | 160 |
| 10 | Basilea Campagna | 47.5% | 45.5% | 86 |
| 11 | Sciaffusa | 47.2% | 68.5% | 26 |
| 12 | Glarona | 47.1% | 40.8% | 3 |
| 13 | Grigioni | 45.7% | 44.1% | 100 |
| 14 | Vallese | 44.7% | 48.2% | 122 |
| 15 | Lucerna | 44.1% | 46.8% | 79 |
| 16 | Soletta | 43.8% | 46.3% | 104 |
| 17 | Appenzello Esterno | 43.5% | 51.1% | 20 |
| 18 | Argovia | 43.1% | 43.0% | 196 |
| 19 | Turgovia | 42.4% | 46.3% | 80 |
| 20 | San Gallo | 42.3% | 45.3% | 75 |
| 21 | Uri | 41.5% | 45.1% | 19 |
| 22 | Obvaldo | 36.2% | 49.0% | 7 |
| 23 | Zugo | 35.2% | 55.8% | 11 |
| 24 | Appenzello Interno | 35.0% | 41.9% | 5 |
| 25 | Nidvaldo | 32.2% | 49.7% | 11 |
| 26 | Svitto | 31.6% | 45.5% | 30 |
Posizioni
Raccomandazioni secondo le spiegazioniRaccomandazione del comitato d’iniziativa
RaccomandazioneSì
Secondo il comitato, per la maggioranza delle imprese svizzere la tutela dei diritti umani e delle norme ambientali è scontata. Le imprese che ad esempio sfruttano il lavoro minorile o avvelenano i fiumi devono però ora risponderne anche secondo il diritto svizzero. L’irresponsabilità non dovrebbe essere un vantaggio concorrenziale.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Raccomandazione del Consiglio federale e del Parlamento
RaccomandazioneNo
Secondo il Consiglio federale e il Parlamento pone esigenze eccessive, in particolare quelle sulla responsabilità. Essa crea incertezza del diritto e pregiudica posti di lavoro e benessere. I nuovi obblighi di rendere conto e di dovuta diligenza vanno coordinati internazionalmente, come previsto dal controprogetto indiretto.
Tutti gli argomenti delle due parti: spiegazioni del Consiglio federale
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve»
Voto in Parlamento
| Sì | No | Astensioni | |
|---|---|---|---|
| Consiglio nazionale | 88 | 108 | 2 |
| Consiglio degli Stati | 13 | 30 | 2 |
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In breve». Come indicato nelle spiegazioni; se le versioni linguistiche divergono, vale il dato comune ad almeno due versioni.
Le posizioni sono i riassunti tratti dalle spiegazioni ufficiali del Consiglio federale, ripresi testualmente, senza tagli né valutazioni da parte di questo sito. Gli argomenti completi di entrambe le parti figurano nelle spiegazioni collegate.
Contesto
Negli ultimi anni il dibattito sulla responsabilità in materia di diritti umani e di tutela dell’ambiente da parte delle imprese attive internazionalmente si è intensificato a livello mondiale. La Svizzera partecipa alla discussione, ha contribuito all’elaborazione di normative internazionali e si aspetta che le imprese svizzere le rispettino anche all’estero. Il nostro Paese ha elaborato due piani nazionali e istituito un organo di conciliazione. I promotori dell’iniziativa ritengono che queste misure siano troppo poco incisive. Essi chiedono norme vincolanti e vogliono che le imprese svizzere siano responsabili anche per i danni cagionati dalle imprese che controllano. Pertanto, nell’ottobre 2016 hanno promosso l’iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente» (Iniziativa per imprese responsabili).
L’iniziativa chiede: dovuta diligenza
L’iniziativa chiede che le imprese svizzere rispettino anche all’estero i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e le norme ambientali internazionali. A tal fine sono tenute a ottemperare periodicamente all’obbligo di dovuta diligenza che comprende i seguenti principi:
– le relazioni d’affari all’estero devono essere controllate per verificare il rispetto dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale e delle norme ambientali internazionali, individuandone le ripercussioni effettive e potenziali;
– le ripercussioni negative vanno evitate e le violazioni esistenti eliminate con le dovute misure;
– occorre rendere periodicamente conto sul rispetto delle norme e delle eventuali misure adottate.
L’obbligo della dovuta diligenza si estende a tutte le relazioni d’affari all’estero di un’impresa svizzera, quindi anche all’attività delle sue filiali, dei suoi fornitori e dei suoi partner commerciali. Quanto maggiore è il rischio di danno alle persone e all’ambiente tanto più estesa è la portata della dovuta diligenza.
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responsabilità
L’iniziativa vuole inoltre che in futuro le imprese svizzere non siano soltanto responsabili per il proprio comportamento scorretto ma anche per quello delle imprese controllate (in particolare le filiali e i fornitori economicamente dipendenti), sebbene sul piano giuridico queste siano autonome. Le imprese svizzere possono essere dunque convenute in giudizio anche per danni cagionati all’estero da un’impresa controllata. Secondo l’iniziativa, nel caso in cui vi sia danno, l’azione è promossa davanti a un tribunale svizzero secondo il diritto svizzero. L’impresa svizzera non è ritenuta responsabile se dimostra di aver usato tutta la diligenza richiesta. Attualmente le imprese sono responsabili soltanto per i danni da esse stesse cagionati e di regola secondo il diritto del Paese in cui il danno si è verificato.
Confronto internazionale
In questa forma le nuove norme in materia di responsabilità sarebbero uniche a livello internazionale. Molti altri Stati prevedono un obbligo di rendere conto del rispetto dei diritti umani e della tutela dell’ambiente; alcuni vanno oltre e sanciscono anche obblighi di dovuta diligenza speciali, ad esempio per quanto concerne la lotta al lavoro minorile. Nessun altro Stato tuttavia stabilisce una responsabilità esplicita per le filiali estere come chiesto dall’iniziativa.
Conseguenze dell’iniziativa
In linea di principio l’iniziativa concerne tutte le imprese svizzere. Nell’attuarla, il legislatore terrà conto soltanto delle esigenze delle PMI che presentano rischi limitati negli ambiti dei diritti umani e dell’ambiente. Non è attualmente possibile stimare quante queste siano: è pertanto poco chiaro quante siano le imprese svizzere colpite dalle conseguenze dell’iniziativa. Le imprese interessate dovrebbero sostenere costi aggiuntivi e rischi in materia di responsabilità.
Fonte: spiegazioni del Consiglio federale (Cancelleria federale), capitolo «In dettaglio»
- Qual è stato il risultato della votazione «Iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»»?
- Il 29.11.2020, «Iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»» è stato respinto con 1'299'129 sì contro 1'261'680 no. La partecipazione è stata del 46.9%.
- Come hanno votato i cantoni su «Iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»»?
- Il sì più forte è arrivato da Giura (68.6%), il no più forte da Svitto (31.6%).
- «Iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»» è stato accettato?
- «Iniziativa popolare «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente»» è stato respinto a livello nazionale il 29.11.2020.